L’Oréal Group e OpenAI insieme per ridisegnare i confini della cosmetica con l’intelligenza artificiale

Tramite GPT-Rosalind L'Oréal sta mappando il microbioma cutaneo su scala senza precedenti, identificando batteri benefici per accelerare lo sviluppo della prossima generazione di prodotti skincare

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L’Oréal Group e OpenAI insieme per ridisegnare i confini della cosmetica con l’intelligenza artificiale

L’Oréal, il più grande gruppo cosmetico al mondo, e OpenAI, la società creatrice di ChatGPT, hanno annunciato a VivaTech 2026 di Parigi una collaborazione strategica destinata a ridisegnare il modo in cui milioni di persone scoprono, scelgono e acquistano prodotti di bellezza.

L’accordo, presentato il 17 giugno davanti alla platea della più importante fiera europea dell’innovazione tecnologica, non è un semplice esperimento di marketing, ma copre quattro aree distinte, dalla scoperta dei prodotti alla pubblicità conversazionale, dalla ricerca scientifica alla creazione di contenuti. Il gruppo francese conta già 73.000 dipendenti formati sull’intelligenza artificiale generativa, dotati di strumenti interni come L’OréalGPT e assistenti AI personali.

L’aspetto più visibile della partnership riguarda l’esperienza dei consumatori. Maybelline New York porterà direttamente in ChatGPT la funzione di virtual try-on del trucco, basata sulla tecnologia ModiFace di L’Oréal, aprendo una nuova strada per scoprire e provare look in tempo reale attraverso una conversazione con l’AI. SkinCeuticals, CeraVe e Garnier parteciperanno invece al pilot globale di pubblicità su ChatGPT, progettato per raggiungere i consumatori nel momento esatto in cui stanno valutando un acquisto. Dietro a tutto questo c’è una riflessione strategica precisa. Asmita Dubey, Chief Digital and Marketing Officer di L’Oréal, ha descritto quello che chiama l'”11-minute paradox“, cioè il fatto che le conversazioni con l’AI allungano il percorso d’acquisto invece di accorciarlo, segno che i consumatori vogliono esplorare, confrontare e capire e che l’AI sta diventando il loro interlocutore privilegiato.

La partnership va però ben oltre il commercio. Tramite GPT-Rosalind, il modello di ragionamento di OpenAI sviluppato appositamente per le scienze della vita, L’Oréal sta mappando il microbioma cutaneo su scala senza precedenti, identificando batteri benefici per accelerare lo sviluppo della prossima generazione di prodotti skincare, a partire dal marchio La Roche-Posay. Rispetto ad altri grandi concorrenti come Estée Lauder, Shiseido e Coty, che hanno investito in raccomandazioni di prodotto e virtual try-on, la partnership L’Oréal-OpenAI si distingue per ampiezza perché copre contemporaneamente shopping, pubblicità nativa, ricerca scientifica e trasformazione interna dell’azienda. Emmanuel Marill, Managing Director EMEA di OpenAI, ha sottolineato che l’obiettivo è supportare “il prossimo capitolo” del gruppo francese, dall’accelerazione della ricerca all’aiutare i dipendenti a lavorare in nuovi modi.

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