L’AI in dotazione alle forze dell’ordine è già realtà: il caso della piattaforma Longeye negli USA

Longeye aiuta gli investigatori a ricostruire i casi più rapidamente analizzando enormi quantità di dati e informazioni penalmente rilevanti

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L’AI in dotazione alle forze dell’ordine è già realtà: il caso della piattaforma Longeye negli USA

L’intelligenza artificiale sta progressivamente diventando uno strumento centrale e utilizzato nelle indagini di polizia. Negli Stati Uniti e in altri paesi sono in fase di test sistemi come Longeye, una piattaforma che analizza enormi quantità di prove digitali, dalle chat ai tabulati telefonici, fino a video e documenti, per aiutare gli investigatori a ricostruire i casi più rapidamente. Secondo le ricostruzioni del Washington Post, il sistema ha già elaborato oltre 25 milioni di file in diverse agenzie di sicurezza, riducendo drasticamente i tempi di analisi e rendendo accessibili collegamenti tra dati che prima richiedevano mesi di lavoro manuale.

In questa piattaforma l’AI non sostituisce gli agenti, ma funge da “assistente investigativo”, organizzando le informazioni e creando schemi, linee temporali e possibili connessioni tra prove. In casi complessi, come quelli con migliaia di ore di intercettazioni o milioni di messaggi, strumenti simili a Longeye permettono di individuare rapidamente elementi di prova rilevanti. Alcuni esperti citati da testate come Axios e The Guardian sottolineano che questa tecnologia rappresenta una risposta al problema crescente dell’eccesso di informazioni negli apparati delle forze dell’ordine, dove la quantità di dati supera spesso le capacità umane di analisi.

Tuttavia, restano aperte importanti questioni etiche e giuridiche. Organizzazioni per i diritti civili, come l’American Civil Liberties Union, avvertono che l’uso dell’AI nelle indagini potrebbe introdurre errori o allucinazioni sistemiche nei sistemi in dotazione alle forze dell’ordine e alle autorità giudiziarie, con possibili conseguenze su accuse e processi. Anche il nodo della trasparenza ha una sua centralità. Molti sistemi non sono ancora stati testati in tribunale e non è chiaro quanto le analisi prodotte dall’AI possano essere considerate prove affidabili.


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