L’AI fallisce e Ford torna ad assumere 300 esseri umani: naufragato il progetto di automazione del controllo qualità

Gli ingegneri riassunti non solo tornano a supervisionare i controlli qualità, ma hanno anche il compito di formare i colleghi più giovani e migliorare le prestazioni dei sistemi automatizzati

Lavoro 30 giu 2026

2 min.

L’AI fallisce e Ford torna ad assumere 300 esseri umani: naufragato il progetto di automazione del controllo qualità

Ford ha compiuto una svolta inaspettata nel suo percorso di digitalizzazione. Dopo aver puntato su 900 telecamere con intelligenza artificiale per rilevare difetti di produzione e ottimizzare la catena di fornitura, l’azienda ha ammesso che la tecnologia non era all’altezza delle aspettative e, secondo quanto riportato da Bloomberg e confermato da fonti ufficiali, il colosso automobilistico ha riassunto oltre 300 ingegneri esperti, soprannominati internamente “barbe grigie“, per colmare le lacune dei sistemi automatizzati.

Charles Poon, vice presidente dell’ingegneria hardware dei veicoli, ha spiegato che l’AI, pur essendo uno strumento potente, dipende dalla qualità dei dati con cui viene addestrata e non può sostituire il giudizio umano, soprattutto in assenza di una base di conoscenza consolidata. Il problema principale? Molti tecnici veterani avevano lasciato l’azienda prima che la loro esperienza decennale potesse essere integrata nei sistemi di machine learning.

La mossa fa parte di un piano di rinnovamento del talento che ha incluso anche la sostituzione di dirigenti chiave nei settori ingegneria, catena di fornitura e produzione. Gli ingegneri riassunti non solo tornano a supervisionare i controlli qualità, ma hanno anche il compito di formare i colleghi più giovani e migliorare le prestazioni dei sistemi automatizzati. Come riportato dal Financial Express, Ford ha dichiarato che “raggiungere una qualità di livello superiore richiede un aggiornamento significativo delle competenze“. I risultati sembrano dare ragione a questa scelta, perché dopo le modifiche, l’azienda ha raggiunto il primo posto tra i costruttori automobilistici mainstream statunitensi nello studio JD Power sulla qualità iniziale, una posizione che non occupava dal 2010.

Questo caso dimostra che, nonostante i progressi dell’AI, alcuni settori come la produzione automobilistica richiedono ancora l’intervento umano per garantire standard elevati. Come ha sottolineato Bloomberg, Ford continua a registrare problemi di qualità con i veicoli più vecchi, ma i dirigenti attribuiscono le criticità a errori passati nell’automazione, non alla decisione di reintegrare gli esperti. Un monito per tutte le aziende che puntano sulla tecnologia: l’innovazione non può prescindere dall’esperienza.

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