Secondo uno studio condotto dall’Università del Maryland e da Microsoft il polacco sarebbe la lingua più “performante” per comunicare con i modelli di intelligenza artificiale. Lo studio si concentrava su un nuovo benchmark per la valutazione dei modelli linguistici multilingue a lungo contesto, di nome ONERULER (in sostanza, si trattava di quanto bene i modelli linguistici gestiscono testi lunghi in molte lingue, 26 nello specifico).
I ricercatori hanno testato le risposte di modelli di OpenAI, Google e Meta con prompt identici tradotti in tutte le lingue prese in esame.
Il risultato ha sorpreso tutti: il polacco ha ottenuto il punteggio di accuratezza più alto (circa l’88%), superando perfino l’inglese, che si è fermato al sesto posto con l’83,9%. Sul podio anche francese e italiano, rispettivamente al secondo e al terzo posto.
Perché proprio il polacco? Gli studiosi ipotizzano che la sua struttura grammaticale, molto precisa e poco ambigua, aiuti l’AI a interpretare meglio le richieste. Ma non è escluso che il risultato dipenda anche da come i dati linguistici dei vari patrimoni culturali siano stati raccolti e usati nei processi di addestramento.
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