Una lettera aperta contro il riconoscimento facciale negli occhiali di Meta

"Stalker e truffatori si divertirebbero un mondo"

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Una lettera aperta contro il riconoscimento facciale negli occhiali di Meta

Qualche mese fa, è trapelato un memo interno di Meta che ha rivelato come l’azienda starebbe pianificando di aggiungere il riconoscimento facciale ai suoi occhiali smart Ray-Ban e Oakley. La funzione si chiama “Name Tag“: chi la usa può inquadrare una persona per strada e ottenere in tempo reale il suo nome e informazioni su di lei. Ora settantacinque organizzazioni, guidate dall’ACLU, hanno scritto una lettera aperta a Zuckerberg chiedendogli di bloccare tutto.

Il caso

Il New York Times ha pubblicato a febbraio il contenuto di un documento interno di Meta che spiega la strategia di lancio; all’interno si leggono cose di una certa gravità. Secondo il documento, il piano di Zuckerberg per far passare inosservata la funzione e aggirare le prevedibili polemiche, era approfittare del caos politico mondiale. “Quando molti gruppi della società civile che si opporrebbero avranno le risorse concentrate su altre preoccupazioni.” Zuckerberg però ha fatto male i suoi conti.

Gli occhiali sembrano identici a un comune paio di occhiali da vista. La telecamera è integrata nei montanti e con “Name Tag” attiva, basta guardare una persona per identificarla tramite l’assistente AI. Chi viene inquadrato non può acconsentire né rifiutarsi. La spia LED che segnala la registrazione, inoltre, può essere disabilitata con facilità. Un’indagine dei media svedesi ha scoperto che subappaltatori di Meta in Kenya stanno già etichettando dati da video girati con questi occhiali, incluse riprese in situazioni intime.

“Meta deve rinnegarlo”

La coalizione che ha pubblicato la lettera include ACLU, Electronic Frontier Foundation, GLAAD e altre 72 organizzazioni. La loro accusa centrale è che Meta stia deliberatamente sfruttando un momento di debolezza politica per lanciare una tecnologia che sa essere controversa. Anche un gruppo di senatori ha chiesto formalmente a Zuckerberg di spiegare come intende ottenere il consenso degli utenti, gestire i dati biometrici e prevenire gli abusi. “Stalker e truffatori si divertirebbero un mondo con questa tecnologia – Ha dichiarato Kade Crockford, direttore dei programmi di tecnologia e giustizia presso l’ACLU del Massachusettsl popolo americano non ha acconsentito a questa massiccia invasione della privacy. Gli agenti federali potrebbero usarla per molestare e intimidire i loro critici. È pericoloso e distopico, e Meta deve rinnegarlo.

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