La disponibilità di energia potrebbe fare la differenza nella corsa all’AI fra Usa e Cina

La disponibilità energetica cinese cresce a ritmi enormi, mentre gli Usa faticano a trovare una crescita stabile ed efficiente nel settore

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La disponibilità di energia potrebbe fare la differenza nella corsa all’AI fra Usa e Cina

A detta di diversi analisti, c’è un elemento che può fare la differenza nella corsa globale all’intelligenza artificiale fra Stati Uniti e Cina. Si tratta della disponibilità di accesso a grosse quote di energia elettrica, un fatto che sta allarmando non poco gli apparati statunitensi che si occupano di questa materia.

Perché mentre gli Stati Uniti riscontrano diversi problemi legati all’accesso alle fonti energetiche (crisi localizzate che necessitano addirittura di piani federali), la Cina gode di una rete elettrica di ultima generazione.

Pechino negli ultimi anni ha infatti investito molto nel rinnovamento della rete elettrica e nell’ampliamento delle sue capacità. Nel 2024 la Cina è stata responsabile della costruzione del 65% degli impianti elettrici rinnovabili a livello mondiale, un dato che ha permesso al paese di abbassare per la prima volta le proprie emissioni di CO2 nonostante una domanda di energia crescente che ha toccato un record.

Secondo una recente analisi di Battery Tech Network, la Cina accumula energia rinnovabile ad un ritmo notevolmente maggiore rispetto agli Stati Uniti. Osservando la capacità elettrica totale, più del 50% di quella cinese proviene da fonti rinnovabili, mentre il valore è solo del 25-30% nel caso degli Stati Uniti. Gli Usa, visto lo scarto di popolazione, rimangono superiori alla Cina nella capacità pro capite con 3940 W contro 1740 W (dati del 2022) ma anche su questo Pechino sta riducendo il divario ad un buon ritmo.


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