Gemma, Google lancia i suoi nuovi modelli open-source

I modelli Gemma sono ottimizzati per le GPU NVIDIA e le prestazioni supererebbero quelle dei competitor open-source di simili dimensioni.

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Gemma, Google lancia i suoi nuovi modelli open-source

Immagine tratta dal blog di Google

Google ha presentato Gemma, i due nuovi modelli di intelligenza artificiale open-source con cui la società intende competere con Llama di Meta.

Il colosso tech guidato da Sundar Pichai sta dunque ampliando la propria offerta proponendo al pubblico, come Meta, un modello aperto e utilizzabile da altri sviluppatori. La strategia mira a ridurre la fetta di mercato di OpenAI e del suo ChatGPT, basato su un large language model chiuso.

I modelli disponibili e le loro caratteristiche

I modelli di Google sono due: Gemma 2B e Gemma 7B, i quali variano per dimensioni (numero di parametri, rispettivamente 2 e 7 miliardi) e sono disponibili gratuitamente.

Gemma è stato sviluppato con gli stessi componenti tecnologici usati per creare Gemini, il successore di Bard, e offre prestazioni di alto livello rispetto ad altri modelli open-source di dimensioni simili. “Gemma supera modelli significativamente più grandi rispetto ai parametri di riferimento chiave, aderendo al tempo stesso ai nostri rigorosi standard per risultati sicuri e responsabili”, assicura infatti Google sul proprio blog.

Gemma, Google lancia i suoi nuovi modelli open-source

Come emerge dai dati di comparazione riportati nella relazione tecnica di Google (nell’immagine sopra), il modello Gemma da 7 miliardi di parametri (7B) risulterebbe equiparabile a LLaMA 2 7B di Meta per quanto riguarda le sue capacità di ragionamento e di risposta alle domande poste dagli utenti, mentre sarebbe oltre due volte più performante nelle aree “matematica/scienza” e “coding”. Più vicino, ma comunque meno efficiente, Mistral 7B.

L’unico modello in grado di battere Gemma 7B nel confronto inserito nel paper – di poco e solo con riferimento al “question answering” – è stato Llama da 13 miliardi di parametri, una versione che è però più pesante del modello di Meta.

La partnership con NVIDIA

Un particolare tecnico interessante è inoltre l’ottimizzazione del modello, oltre che per Google Cloud – come ci si poteva giustamente immaginare -, anche per l’esecuzione su unità di elaborazione grafica di un altro protagonista del momento, NVIDIA, società che ha chiuso il quarto trimestre del 2023 con un fatturato di oltre 22 miliardi di dollari (+22% rispetto al trimestre precedente e +265% rispetto allo stesso periodo del 2022).

“Abbiamo collaborato con NVIDIA per ottimizzare Gemma per le GPU NVIDIA, dal data center al cloud fino ai PC AI RTX locali, garantendo prestazioni leader del settore e integrazione con tecnologia all’avanguardia”, scrive infatti Google. E ha aggiunto NVIDIA sul proprio blog: “NVIDIA, in collaborazione con Google, ha lanciato oggi (il 21 febbraio 2024, ndr) le ottimizzazioni su tutte le piattaforme NVIDIA AI per Gemma, i nuovi modelli di linguaggio aperti, all’avanguardia e leggeri di Google da 2 miliardi e 7 miliardi di parametri che possono essere eseguiti ovunque, riducendo i costi e accelerando l’innovazione per lavorare a casi d’uso specifici per dominio“.


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