Cresce la tensione Ue-big tech Usa: nuova indagine antitrust su Google per uso illecito di contenuti per fini AI

Solo una settimana fa la Commissione ha avviato un'indagine simile contro Meta Platforms

Legal 9 dic 2025

3 min.

Cresce la tensione Ue-big tech Usa: nuova indagine antitrust su Google per uso illecito di contenuti per fini AI

Mentre cresce la tensione fra amministrazione statunitense e Unione europea, in seguito alla pubblicazione della nuova strategia di sicurezza nazionale Usa, che descrive l’Unione non più come un partner con cui collaborare ma come un attore in declino da tenere sotto controllo e depotenzia il pericolo rappresentato dall’aggressività russa, aumenta parallelamente anche lo scontro fra istituzioni europee e big tech statunitensi. Dopo l’indagine antitrust avviata su Meta la scorsa settimana, questa volta è Google a finire sotto la lente della Commissione Ue per presunto utilizzo illecito di contenuti per alimentare la sua intelligenza artificiale.

“L’indagine esaminerà in particolare se Google stia distorcendo la concorrenza imponendo termini e condizioni ingiusti agli editori e ai creatori di contenuti, oppure concedendosi un accesso privilegiato a tali contenuti, svantaggiando così gli sviluppatori di modelli di intelligenza artificiale rivali” ha affermato la Commissione. In sostanza la Commissione Ue ritiene che il colosso della tecnologia statunitense possa aver utilizzato contenuti di editori sul web per addestrare o perfezionare la propria AI senza un’adeguata compensazione e senza offrire loro la possibilità di rifiutare tale utilizzo dei loro contenuti.

I rapporti fra il mondo tecnologico statunitense e le istituzioni europee sembrano aver raggiunto il minimo storico. L’industria del tech Usa ha spesso giudicato negativamente i tentativi dell’Ue di regolamentare i processi di innovazione tecnologica come ad esempio l’AI Act, un tema su cui si consuma uno scontro costante.

In questo contesto sono state significative le parole del CEO di xAI Elon Musk, nonché ex membro dell’amministrazione statunitense nel secondo mandato di Trump. Dopo aver ricevuto una multa da 120 milioni di dollari per la violazione degli obblighi di trasparenza prevista dal Digital Services Act, Musk ha infatti definito l’Ue come il “Quarto Reich”, facendo un riferimento storico piuttosto creativo di continuità con il regime totalitario della Germania nazista, e sottolineando inoltre la necessità di abolirla come istituzione per tornare ad un’organizzazione basata sui “singoli stati”. Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario di Stato statunitense Marco Rubio, giudicando il provvedimento come un “attacco agli americani”.


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