“Studiare insieme”. Si chiama così la nuova funzione pensata per la didattica di ChatGPT e segnalata in queste ore da numerosi utenti che hanno iniziato ad utilizzarla dopo averla trovata nell’elenco degli strumenti disponibili del chatbot AI.
Come ricostruito dal portale TechCrunch, la decisione di OpenAI di testare questo nuovo strumento rappresenta la volontà della società di approfondire il livello di offerta nei confronti degli utenti sul versante della didattica e del supporto allo studio, tallonando al contempo un rivale come Google che ha da tempo presentato il proprio strumento didattico LearnLM.
Secondo le ricostruzioni degli utenti, la funzione “Studiare insieme” di ChatGPT non si limita a fornire risposte ai prompt come nel suo tradizionale funzionamento, ma amplifica la sua interattività coinvolgendo maggiormente gli utenti, ponendo loro più domande e adattando le spiegazioni al livello di ogni utente sulla base delle proprie modalità di apprendimento.
Ad esempio, se al chatbot un utente rivolge la seguente richiesta: “Aiutami a capire la guerra dei Trent’anni”, il modello non si limiterà a fornire una ricostruzione storica o un riassunto degli eventi che caratterizzarono quel periodo, ma integrerà nelle sue funzioni anche domande mirate per verificare se l’utente ha capito i concetti ed eventuali esercizi pratici o quiz da svolgere. Oltre a questo, il chatbot è in grado di anche di fornire un riscontro immediato all’utente, correggendo eventuali errori e spiegando attivamente dove può migliorare per non commetterne ulteriori.
La decisione di OpenAI va a consolidare una tendenza già affermata da tempo nel mondo della didattica e dell’istruzione che coincide esattamente con un più ampio utilizzo dei chatbot di AI, e in particolare di ChatGPT, da parte di studenti di ogni grado. In riferimento al caso italiano, secondo una ricerca condotta dal portale NoPlagio.it nel maggio del 2024, il 65% degli studenti compresi fra i 16 e i 18 anni compie un utilizzo abituale di ChatGPT nello svolgimento delle proprie mansioni scolastiche, fra cui un 13% che lo utilizza per scrivere dei saggi e un 18% per rispondere ai test.

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