Andy Jassy, CEO di Amazon, ha lanciato un segnale allarmante e al tempo stesso entusiasta sul futuro dell’infrastruttura tecnologica globale. Durante un’intervista al podcast a16z Show lo scorso 23 ottobre, ha annunciato che la capacità di calcolo cloud di Amazon Web Services è interamente esaurita per il 2026 e in larga misura per l’anno successivo. La notizia, confermata da diverse testate finanziarie internazionali, evidenzia come la domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale stia superando di gran lunga l’offerta disponibile, spingendo l’azienda a rivedere i propri piani di espansione.
L’impatto di questa situazione si vede chiaramente nei numeri. Amazon aveva annunciato all’inizio del 2026 un piano di investimenti in capitale, noto come capex, di circa 220 miliardi di dollari. Questa cifra record è destinata alla costruzione di nuovi data center e all’acquisto di chip specializzati. Jassy ha sottolineato che la corsa alla potenza di calcolo per l’AI continua a crescere in modo esponenziale, costringendo l’azienda a espandere rapidamente la propria infrastruttura per non perdere quote di mercato. La capacità del 2028, inoltre, è già in buona parte prenotata dai principali clienti enterprise.
Questa situazione riflette un trend più ampio osservato nel settore tecnologico. Anche i concorrenti diretti di Amazon, come Microsoft con Azure e Google con il suo cloud platform, stanno segnalando livelli di occupazione della capacità simili. La competizione per l’accesso alla potenza di calcolo si sta intensificando, con le grandi aziende tecnologiche che cercano di assicurarsi risorse per addestrare modelli di intelligenza artificiale sempre più complessi. La scarsità di chip GPU di ultima generazione, prodotti principalmente da aziende come Nvidia, sta diventando un collo di bottiglia critico per l’intera industria.
Non mancano, tuttavia, le sfide ambientali e logistiche associate a questa espansione massiccia. La costruzione di data center richiede enormi quantità di energia e acqua per il raffreddamento, sollevando preoccupazioni tra gli ambientalisti e le comunità locali. Amazon ha promesso di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2040, ma la corsa all’infrastruttura per l’AI sta mettendo a dura prova questi obiettivi. L’azienda sta investendo in energie rinnovabili e tecnologie di raffreddamento avanzate per mitigare l’impatto ambientale.
Il messaggio di Jassy è chiaro: l’era dell’abbondanza di capacità cloud sta finendo, sostituita da un mercato caratterizzato da scarsità e competizione aggressiva. Per le aziende che dipendono dall’AI, questo significa dover pianificare gli investimenti in infrastruttura con maggiore anticipo e flessibilità. La corsa all’oro digitale è appena iniziata, e Amazon si sta preparando a essere uno dei principali fornitori di picconi e pale in questa nuova frontiera tecnologica.

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