Anthropic ha depositato il 26 ottobre 2026 il modulo S-1 presso la SEC americana, il passo formale verso la quotazione in Borsa. Le azioni di Classe A andranno sul Nasdaq Global Select Market con il simbolo ANT. Il documento era stato presentato in forma riservata già a giugno.
I numeri del prospetto sono enormi. Nel primo semestre 2026 i ricavi hanno raggiunto 16,29 miliardi di dollari, contro 1,16 miliardi dello stesso periodo del 2025. Il solo secondo trimestre vale 11,56 miliardi. Nel 2025 l’intero anno si era chiuso a 4,59 miliardi, dai 386 milioni del 2024 e dai 41 milioni del 2023, anno del debutto commerciale di Claude.
Poi c’è la perdita netta: 80,7 miliardi di dollari nei sei mesi. La cifra spaventa, ma la perdita operativa è molto più contenuta, 693 milioni. Secondo le ricostruzioni dei media specializzati, la gran parte del rosso deriva da variazioni di valore equo di obbligazioni convertibili in azioni, voci contabili senza uscita di cassa. Anthropic dichiara di non prevedere dividendi nel prossimo futuro e avverte che il ritmo di crescita dei ricavi potrebbe non essere sostenibile.
Sul fronte dei clienti, al 30 settembre l’azienda contava oltre 11.900 clienti con almeno 100.000 dollari di ricavi annui. Circa 1.900 superano il milione e circa 250 i 10 milioni. Alla fine di giugno aveva raccolto 141,1 miliardi di dollari in totale e disponeva di 112,4 miliardi in liquidità, più 19,3 miliardi in investimenti a breve. Gli impegni di spesa per la potenza di calcolo sono altrettanto grandi: fino a 114,5 miliardi con Google fino al 2033 e fino a 120,5 miliardi con SpaceXAI e Nvidia.
La governance resta un punto distintivo. Una società controllata dai sette cofondatori detiene una azione di Classe F che pesa il 50,1% dei voti, mentre il Long-Term Benefit Trust elegge la maggioranza del consiglio. Chi compra azioni ANT avrà quindi poca voce sulle decisioni strategiche. Tra i rischi elencati nel documento compaiono anche quelli che l’azienda definisce esistenziali per l’umanità legati all’IA. Fanno da banche capofila Goldman Sachs e Morgan Stanley.
Prezzo, numero di azioni e importo della raccolta sono ancora in bianco. Il mercato parla di una raccolta fino a 100 miliardi di dollari con una valutazione intorno ai 2.000 miliardi, e di uno sbarco in Borsa nella settimana del 16 novembre. Sono indiscrezioni, non cifre del prospetto. Se si confermassero, sarebbe una delle quotazioni più grandi della storia e un banco di prova per la tenuta dei conti dell’IA generativa davanti agli investitori pubblici.