OpenAI ha sospeso le nuove iscrizioni e gli upgrade al piano ChatGPT Pro da 200 dollari al mese. Il motivo è diretto: GPT-6 Astra, il modello lanciato di recente dalla società, ha generato una domanda che i server attuali non reggono. La comunicazione è arrivata su X da Thibault Sottiaux, responsabile dei prodotti core come Codex e ChatGPT, che nei giorni precedenti aveva già avvertito che la situazione stava diventando critica.
La pausa riguarda solo i nuovi acquisti e gli upgrade al livello da 200 dollari. Chi ha già un abbonamento attivo continua ad avere accesso senza interruzioni. Gli altri piani — incluso il Pro da 100 dollari al mese e il piano Plus — restano disponibili, così come le API. Il punto è che il tier da 200 dollari offre un utilizzo fino a venti volte superiore rispetto al piano Plus, ed è quello che mette maggiore pressione sulle infrastrutture. Con migliaia di utenti che eseguono sessioni lunghe e complesse su Astra, la capacità si esaurisce prima del previsto.
Sottiaux aveva anticipato la mossa già il giorno prima, scrivendo che la domanda per Astra era “davvero senza precedenti” e che OpenAI stava “tirando tutte le leve possibili” per reggere il carico. Aveva anche detto esplicitamente che, se la situazione fosse continuata, i nuovi abbonamenti al Pro sarebbero stati messi in pausa. Detto, fatto. La comunicazione definitiva è arrivata poche ore dopo, descrivendo il blocco come “il passo più piccolo possibile” per preservare l’esperienza degli utenti esistenti e mantenere l’accesso al modello il più ampio possibile.
GPT-6 Astra non è un aggiornamento minore. OpenAI lo ha posizionato come un modello capace di operare su computer, costruire applicazioni, affrontare lavori scientifici e gestire compiti professionali complessi, con miglioramenti significativi su ragionamento, coding e benchmark di cybersecurity. La società ha anche associato il suo arrivo a dichiarazioni sull’inizio di una nuova fase nello sviluppo dell’intelligenza artificiale generale. Aspettative alte attirano traffico alto. E il traffico alto, su un piano flat-rate da 200 dollari con un tetto stimato di circa 900 messaggi Astra per finestra, è economicamente e infrastrutturalmente insostenibile senza capacità adeguata.
Il problema non è isolato. Nei giorni precedenti erano già circolate notizie di tagli ai limiti di utilizzo di Astra fino a quattro volte per gli utenti più intensivi, appena 48 ore dopo un reset completo delle quote. OpenAI sta pianificando investimenti massicci in infrastruttura — circa 750 miliardi di dollari in capacità di calcolo entro il 2030 — ma quel piano è pluriennale, mentre la pressione è adesso. Bloccare i nuovi abbonamenti al tier più oneroso è una misura di gestione del carico a breve termine, non una soluzione strutturale.
Per chi voleva iscriversi al Pro da 200 dollari principalmente per accedere ad Astra, l’attesa è inevitabile. OpenAI non ha indicato tempi precisi per la riapertura delle iscrizioni. Il segnale che il blocco stia rientrando arriverà dal ripristino della possibilità di acquisto sulla pagina dei prezzi. Nel frattempo, il modello GPT-5.6 Sol resta disponibile su tutti i piani con limiti di utilizzo più generosi. La tensione tra modelli sempre più capaci e infrastrutture che faticano a stare al passo è destinata a ripresentarsi: più i modelli migliorano, più le sessioni diventano lunghe e computazionalmente costose, rendendo la pianificazione della capacità un problema strutturale che nessun investimento risolve dall’oggi al domani.














