Micron investirà fino a 250 miliardi di dollari negli USA per rafforzare la catena di fornitura dei semiconduttori

L’obiettivo è chiaro rafforzare la catena di fornitura locale dei semiconduttori, rispondere alla crescita esponenziale della domanda di chip per l’AI e ridurre la dipendenza dalle importazioni asiatiche

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Micron investirà fino a 250 miliardi di dollari negli USA per rafforzare la catena di fornitura dei semiconduttori

Micron Technology ha scosso il mondo dei semiconduttori con un annuncio che segna un punto di svolta per l’industria tecnologica statunitense. Il colosso dei chip ha dichiarato di volere investire fino a 250 miliardi di dollari negli Stati Uniti entro il 2035, una cifra che supera di 50 miliardi il piano precedente e che rappresenta una delle più grandi scommesse industriali della storia USA. L’obiettivo è chiaro rafforzare la catena di fornitura locale dei semiconduttori, rispondere alla crescita esponenziale della domanda di chip per l’AI e ridurre la dipendenza dalle importazioni asiatiche.

Al centro di questa strategia c’è anche un investimento immediato di 3 miliardi di dollari per potenziare l’ecosistema produttivo. Di questi, 500 milioni saranno destinati a GlobalWafers per ampliare lo stabilimento di Sherman, in Texas, specializzato nella produzione di wafer di silicio da 300 mm, un componente chiave per i chip di nuova generazione. Sanjay Mehrotra, CEO di Micron, ha sottolineato che questi investimenti sono fondamentali per “sostenere l’innovazione tecnologica e garantire la sicurezza delle forniture”, soprattutto in un contesto in cui l’AI sta ridisegnando i confini dell’economia globale.

Non è un caso che Micron abbia accelerato i lavori per il suo mega-stabilimento a Clay, nello stato di New York, dove è già stata versata la prima colata di calcestruzzo con mesi di anticipo. Il progetto, dal valore di 100 miliardi di dollari, promette di creare oltre 90.000 posti di lavoro e di posizionare gli USA al centro della produzione mondiale di memoria DRAM, essenziale per server, data center e applicazioni di intelligenza artificiale.

Ben Tessone, vice presidente senior e responsabile degli acquisti di Micron, ha dichiarato che “questi investimenti riflettono il nostro impegno a rafforzare la collaborazione con i fornitori chiave e a sostenere l’espansione dell’infrastruttura produttiva negli Stati Uniti”. La mossa arriva in un momento in cui la competizione globale si fa sempre più serrata: solo poche settimane fa, la Corea del Sud ha annunciato un piano da 1.000 miliardi di dollari per l’AI, guidato dai rivali di Micron, Samsung e SK Hynix.

Gli analisti sottolineano che la decisione di Micron non è solo una risposta alla domanda crescente, ma anche una scommessa strategica per anticipare le esigenze future. Con le azioni della società salite del 250% nel 2026 e una capitalizzazione di mercato che ha superato per la prima volta il miliardo di dollari a maggio, l’azienda sembra determinata a mantenere il suo ruolo di leader in un settore in rapida evoluzione.

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