L’intelligenza artificiale sta avanzando a una velocità tale da superare la comprensione scientifica e la capacità dei governi di regolamentarla. È questo il monito lanciato ieri da un pannello indipendente delle Nazioni Unite, che ha pubblicato il primo rapporto globale sui rischi legati all’AI. Il documento, frutto del lavoro di 40 esperti internazionali, sottolinea come la scienza non possa garantire che l’AI non provochi danni catastrofici, sia per comportamenti autonomi che per l’uso malevolo da parte di attori esterni.
Il rapporto evidenzia che le capacità dell’AI stanno crescendo più rapidamente della nostra capacità di comprenderle e controllarle. Yoshua Bengio, co-presidente del pannello e premio Turing 2018, ha dichiarato: «Con l’aumentare delle capacità dell’AI, la scienza non può garantire che questa tecnologia non causi danni catastrofici, sia da sola che per mano di utenti malintenzionati». Bengio, tra i massimi esperti mondiali di intelligenza artificiale, ha sottolineato come ci siano già evidenze crescenti di comportamenti ingannatori da parte dei sistemi di AI, come la diffusione di disinformazione su larga scala o la manipolazione di dati sensibili.
Il pannello ha anche messi in luce un dato allarmante: solo due paesi detengono il 90% delle risorse computazionali avanzate, il che rende ancora più urgente una governance globale per evitare che l’AI diventi uno strumento di potere nelle mani di pochi. «La finestra per regolamentare l’AI si sta chiudendo», ha avvertito il gruppo di esperti, che ha sollecitato cooperazione internazionale, trasparenza e regole condivise per prevenire scenari apocalittici.
Nonostante i rischi, il rapporto dell’ONU non trascura i benefici potenziali dell’AI, che potrebbe rivoluzionare settori come la medicina, l’istruzione e la lotta ai cambiamenti climatici. Tuttavia, senza un’azione coordinata, questi vantaggi potrebbero essere vanificati da una crisi globale di integrità dell’informazione. Come ha spiegato il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, durante la presentazione del rapporto: «Il mondo deve agire ora per assicurarsi che l’AI sia allineata con valori globali condivisi».
Il rapporto sarà al centro del Dialogo Globale sull’AI, in programma a Ginevra dal 6 al 7 luglio 2026, dove i rappresentanti degli Stati membri discuteranno strategie per una regolamentazione internazionale dell’intelligenza artificiale. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra innovazione e sicurezza, evitando che la tecnologia sfugga al controllo umano.
La comunità scientifica è divisa tra ottimismo e preoccupazione. Da un lato, c’è chi, come Bengio, sottolinea la necessità di agire con urgenza per evitare che l’AI diventi incontrollabile. Dall’altro, ci sono voci che invitano a non demonizzare la tecnologia, ricordando come l’AI possa essere uno strumento di progresso se gestita con responsabilità. Tuttavia, il rapporto dell’ONU è chiaro: senza regole chiare, il rischio di un uso improprio o di un’AI “fuori controllo” è concreto.

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Secondo un recente rapporto dell’Università delle Nazioni Unite, l’impronta ambientale…














