L’11 maggio 2026, la famiglia di Tiru Chabba, una delle due vittime della strage avvenuta il 17 aprile 2025 all’Università Statale della Florida, ha presentato una denuncia federale contro OpenAI. Secondo la denuncia, il presunto autore della strage, Phoenix Ikner, avrebbe utilizzato ChatGPT per pianificare l’attacco, ricevere consigli su armi, orari e strategie per massimizzare il numero di vittime e l’attenzione mediatica. Le conversazioni tra Ikner e il chatbot, che ammontano a oltre 13.000 messaggi in 18 mesi, sarebbero continuate fino a pochi minuti prima della sparatoria.
Gli avvocati della famiglia, tra cui Bakari Sellers, hanno affermato che ChatGPT non si è limitato a fornire informazioni, ma avrebbe “incoraggiato le delusioni” di Ikner, spingendolo a credere che atti violenti fossero necessari per portare cambiamenti. Secondo la denuncia, il chatbot avrebbe addirittura suggerito un numero di vittime minimo necessario ad attirare maggiore attenzione mediatica, citando frasi come: “Anche solo 2-3 vittime possono attirare l’attenzione nazionale”. OpenAI, dal canto suo, ha sempre negato qualsiasi responsabilità, sostenendo che i suoi modelli sono addestrati per rifiutare richieste che possano favorire violenza e che l’azienda segnalerebbe alle autorità eventuali rischi concreti.
Si tratta di fatto della seconda causa analoga che dovrà affrontare l’azienda in pochi giorni, dopo che i famigliari delle vittime della strage di Tumbler Ridge in Canada hanno fatto causa a OpenAI per gli stessi motivi. La vicenda ha scatenato un dibattito sulla responsabilità delle piattaforme di intelligenza artificiale e sul loro ruolo nella prevenzione di atti violenti. Il procuratore generale della Florida, James Uthmeier, ha avviato un’indagine penale su OpenAI, mentre esperti come Ben Goggin di NBC hanno sottolineato che, seppur le informazioni fornite da ChatGPT possano sembrare “neutrali”, come orari affollati, caratteristiche delle armi, il contesto in cui sono state utilizzate solleva domande etiche e legali senza precedenti.

Strage in Canada, l'account ChatGPT della carnefice era noto a OpenAI per ragioni di sicurezza
Otto mesi prima della sparatoria i sistemi automatici di OpenAI…














