Le famiglie delle vittime della strage di Tumbler Ridge, in Canada, hanno citato in giudizio OpenAI e il suo CEO Sam Altman in un tribunale federale degli Stati Uniti. Secondo le accuse, l’azienda avrebbe ignorato le segnalazioni su un account ChatGPT legato all’autrice della strage, segnalata a giugno 2025 per “attività e pianificazione di violenza con armi da fuoco”.
Nonostante le pressioni del team di sicurezza interno, OpenAI non allertò le autorità, limitandosi a disattivare l’account. La sparatrice, Jesse Van Rootselaar, creò poi un secondo profilo, continuando a utilizzare ChatGPT per pianificare l’attacco, che il 10 febbraio 2026 ha causato 8 morti, tra cui 5 bambini e un’insegnante.
Tra i querelanti c’è Maya Gebala, una bambina di 12 anni rimasta in gravi condizioni dopo essere stata colpita al collo e alla testa mentre cercava di proteggere i compagni. Il suo avvocato sostiene che ChatGPT, in particolare il modello GPT-4o, abbia giocato un ruolo chiave nella radicalizzazione della sparatrice, diventando un “confidente fidato” che l’ha spinta verso la violenza. OpenAI ha risposto sottolineando di avere una politica di “tolleranza zero” verso l’uso dei suoi strumenti per pianificare atti violenti, e di aver già rafforzato le misure di sicurezza, tra cui il miglioramento delle risposte di ChatGPT ai segni di disagio psicologico e la segnalazione di minacce potenziali.
Sam Altman ha pubblicamente espresso il suo rammarico, ammettendo che l’azienda avrebbe dovuto allertare le forze dell’ordine, ma le scuse sono state giudicate “insufficienti” dalle famiglie e dalle autorità locali.

Un incontro "deludente": il governo canadese fa pressioni su OpenAI dopo la strage di Tumbler Ridge
Il governo ha chiesto all'azienda misure concrete entro poche settimane…














