Il 75% del codice di Google è scritto dall’AI… di Anthropic

La corsa di Mountain View al coding automatizzato è velocissima. Missione: raggiungere Anthropic (di cui usa i modelli)

Innovazione 23 apr 2026

2 min.

Il 75% del codice di Google è scritto dall’AI… di Anthropic

Sundar Pichai ha confermato al Cloud Next ’26 che il 75% di tutto il nuovo codice scritto internamente a Google è generato dall’AI e poi approvato dagli ingegneri. Era al 50% solo la scorsa estate. Il coding umano, dentro Mountain View, è diventato minoranza.

“I modelli sono gli sviluppatori”

La dichiarazione arriva in un momento di tensione interna. Secondo un’inchiesta di The Information, Google DeepMind ha assemblato una “strike team” dedicata a migliorare le capacità di programmazione dei modelli Gemini. Il team è guidato da Sebastian Borgeaud, ex responsabile del pre-training di Gemini, con il coinvolgimento diretto del CTO di DeepMind Koray Kavukcuoglu e del co-fondatore di Google Sergey Brin. In un memo interno, Brin ha scritto: “Per vincere lo sprint finale, dobbiamo colmare con urgenza il divario nell’esecuzione agentica e trasformare i nostri modelli nei principali sviluppatori“.

Google… usa Claude

Il problema non è solo di benchmark. Stando a quanto riportato, i ricercatori di DeepMind avevano già cominciato a usare Claude Code di Anthropic (al posto degli strumenti interni di Google) perché lo trovavano più capace. In parallelo, la CFO di Google Anat Ashkenazi aveva dichiarato a febbraio che la quota di codice AI-generato era allora intorno al 50%: il balzo al 75% annunciato da Pichai descrive quindi una crescita molto rapida negli ultimi due mesi, ottenuta anche attraverso flussi di lavoro agentici più complessi. Un esempio citato dallo stesso Pichai: una migrazione di codice particolarmente articolata è stata completata sei volte più velocemente rispetto a quanto sarebbe stato possibile un anno fa.

Anthropic in testa

Il confronto con Anthropic resta sfavorevole per Google. A livello aziendale, il lab di Dario Amodei genera tra il 70% e il 90% del proprio codice usando Claude. Claude Code, lo strumento che scrive se stesso per quasi il 90%, ha superato il miliardo di dollari di revenue già a novembre 2025. Microsoft, su cui vale la pena fare un raffronto, era ferma al 30% circa già nell’aprile 2025 secondo le parole di Satya Nadella. Google è davanti a Microsoft ma insegue Anthropic. Meta punta ad avere il 75% del codice prodotto via AI per almeno il 65% dei propri ingegneri entro la fine del primo semestre 2026. Snap ha già dichiarato che almeno il 65% del nuovo codice è generato da AI. Il settore si muove compatto nella stessa direzione.

E la qualità?

La domanda che resta aperta non è sulla percentuale, ma sulla qualità. Google non ha reso noto quanta parte del codice AI-generato viene rifiutata o riscritta prima di arrivare in produzione. Il numero aggregato, 75%, non distingue tra boilerplate di basso valore e logica critica. La strike team ha un obiettivo preciso su questo punto: puntare ai task a lungo orizzonte, quelli che richiedono di leggere interi codebase, mantenere il contesto e prendere decisioni architetturali. È esattamente il territorio dove Claude Code ha costruito la propria reputazione tra i developer. Se Gemini riuscirà a chiudere quel gap dipenderà meno dalla quantità di compute disponibile (Google ne ha più di chiunque altro) e più dalla capacità di costruire un prodotto che gli ingegneri vogliano usare per abitudine, non per obbligo.


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