La commissaria europea alla concorrenza Teresa Ribera ha incontrato i CEO di Alphabet, Meta, OpenAI e Amazon a San Francisco, per un vertice senza precedenti che ha segnato l’apertura di una nuova fase di vigilanza europea sull’intelligenza artificiale. L’obiettivo? Evitare che le grandi aziende tecnologiche sfruttino il loro dominio nei settori tradizionali, come social media, motori di ricerca e cloud, per soffocare la concorrenza nel nascente mercato dell’AI.
“Stiamo esaminando l’intero ecosistema AI, dai chatbot ai dati di addestramento, fino alle infrastrutture cloud”, ha dichiarato Ribera, sottolineando come le piattaforme dominanti rischino di “favorire i propri servizi AI a discapito dei concorrenti”.
Secondo la linea della Commissione europea, il rischio è che società come Google, Meta e Amazon possano controllare l’accesso a dati, energia e risorse computazionali, creando barriere insormontabili per startup e competitor europee. Arthur Mensch, CEO dell’azienda francese Mistral AI, un’azienda che rappresenta un progetto sovrano di natura europea in campo di innovazione e tecnologia, ha recentemente avvertito Ribera: “Competere nell’AI richiede accesso a elettricità sufficiente e dati di qualità, risorse oggi concentrate nelle mani di pochi”.

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