L’uso di ChatGPT per la scrittura dei discorsi dei parlamentari britannici è esploso: lo studio

Il collettivo indipendente Pimlico Journal ha analizzato i discorsi dei parlamentari britannici negli ultimi tre anni, trovandoci lo zampino di ChatGPT

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L’uso di ChatGPT per la scrittura dei discorsi dei parlamentari britannici è esploso: lo studio

L’uso dei chatbot AI sta influenzando il linguaggio dei vertici della politica nazionale britannica. Secondo il collettivo indipendente (e anonimo) attivo su Substack Pimlico Journal, i parlamentari del Regno Unito compongono buona parte dei discorsi pronunciati in sede ufficiale affidandosi all’intelligenza artificiale generativa.

L’analisi ha preso in esame le trascrizioni dei discorsi parlamentari dal 2022 (anno della prima diffusione di massa di ChatGPT) ad oggi, notando il netto incremento di alcuni termini ed espressioni linguistiche particolari: si tratta di quelle suggerite spesso dai modelli di AI. Un esempio è l’arcaica espressione “I rise to speak“. Tipica dell’ottocento (e soprattutto americana), si era udita nel parlamento inglese solo 231 volte nel 2024. ChatGPT tende a proporla spesso in un vizio di forma causato dai dati del suo addestramento; il risultato è che è rispuntata 635 volte nel 2025. La tendenza si riscontra soprattutto nelle sezioni introduttive dei discorsi.

Fonte: MPs are almost certainly using ChatGPT to generate Commons speeches (Pimlico Journal)

La pubblicazione ha sollevato un dibattito nel Regno Unito. Il redattore anonimo della ricerca (che si firma con lo pseudonimo di Apple Tokamak) ha anticipato le perplessità dell’opinione pubblica nel finale del report: “Ѐ profondamente deprimente che alcuni dei nostri parlamentari (o almeno le persone che lavorano per loro) sembrino così privi di immaginazione, così analfabeti, così vuoti, da essere disposti a esternalizzare quello che dovrebbe essere il compito più importante e l’onore di un parlamentare a una macchina”.


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