OpenAI ha riaperto le iscrizioni al piano ChatGPT Pro da 200 dollari al mese il 29 settembre, durante il suo evento DevDay. La pausa era durata quasi tre settimane: dal 10 settembre, nessun nuovo utente poteva sottoscrivere il piano più costoso per privati. Il motivo era la domanda, superiore alle attese, per GPT-6 Astra, il modello annunciato il 3 settembre 2026.
Il piano torna, ma non è lo stesso. Il responsabile prodotto di OpenAI, Thibault Sottiaux, ha comunicato su X le nuove condizioni prima ancora della riapertura: il limite generale di utilizzo scende da 20 volte a 10 volte quello del piano Plus. I messaggi settimanali con GPT-6 Astra passano da 200 a 100. In termini di valore computazionale, chi si iscrive oggi riceve circa la metà di quello che otteneva un abbonato precedente allo stesso prezzo. OpenAI ha eliminato il tetto delle cinque ore di utilizzo continuativo, che prima limitava le sessioni intensive, ma questo aggiustamento non compensa il taglio complessivo.
Chi aveva già il piano Pro al momento della sospensione mantiene i vecchi limiti fino al 29 ottobre 2026, a patto di non interrompere l’abbonamento. Dopo quella data, anche gli abbonati storici passeranno alle nuove soglie. La finestra di protezione è di un mese.
La situazione nasce da una scelta fatta il 10 settembre: invece di ridurre l’accesso ad Astra per tutti, OpenAI ha preferito congelare le nuove iscrizioni al piano che, secondo Sottiaux, metteva sotto pressione massima l’infrastruttura. I piani Go, Plus e Pro da 100 dollari continuavano ad accettare nuovi iscritti senza restrizioni. Contemporaneamente è emerso un nuovo livello nella struttura dei prezzi: un piano ChatGPT Pro Max da 500 dollari al mese, che include la modalità Astra Ultrafast — la versione più veloce del modello — e i massimi livelli di utilizzo disponibili per un singolo utente. Al momento non è stato annunciato ufficialmente con tutti i dettagli, ma è già citato nella documentazione dei piani.
Vale ricordare come si è arrivati qui. OpenAI aveva introdotto ad aprile 2026 un piano da 100 dollari al mese, collocato tra il Plus da 20 e il Pro da 200. A settembre quel piano intermedio aveva già ottenuto l’accesso ad Astra, con 50 messaggi settimanali. Poi il lancio di GPT-6 Astra ha generato una corsa alle iscrizioni al piano da 200 dollari, quello con il massimo accesso al modello. Il sistema non ha retto, e la pausa è arrivata in pochi giorni. La struttura dei prezzi di OpenAI si consolida ora su quattro livelli: Plus a 20 dollari, Pro a 100, Pro 200 e Pro Max a 500, ognuno con una diversa combinazione di accesso e frequenza di utilizzo.
Il nodo vero non è il prezzo: è la sostenibilità dei modelli a consumo fisso con modelli computazionalmente costosi come Astra. Ogni abbonamento a tariffa fissa è una scommessa sul comportamento medio degli utenti. Quando quella media si sposta in modo brusco — come è successo con GPT-6 Astra — la logica dei prezzi regge male. Dimezzare i limiti senza toccare il prezzo è una soluzione rapida. Se il mercato la accetterà, dipenderà da quanto gli utenti si aspettano di usare il modello ogni settimana e da quanto i competitor, a partire da Anthropic, riusciranno ad avvicinarsi in termini di capacità.














