Nvidia Vera: il nuovo chip creato per l’AI agentica che vuole riscrivere le regole dei data center

Huang considera quello degli agenti un mercato a sé stante e un "nuovo grande motore di crescita"

Mercato 1 giu 2026

2 min.

Nvidia Vera: il nuovo chip creato per l’AI agentica che vuole riscrivere le regole dei data center

Nvidia ha presentato al GTC di Taipei Vera, il suo primo processore centrale (CPU) pensato interamente per gli agenti di intelligenza artificiale. Jensen Huang lo ha descritto come “il nostro nuovo grande motore di crescita”, aprendo a un mercato che la società non ha mai aggredito prima: secondo il CEO, vale 200 miliardi di dollari. Non è una previsione solo teorica: Nvidia ha già registrato 20 miliardi di dollari in ordini di Vera nel solo 2025.

Per capire perché questo chip conta, bisogna partire da come funziona l’IA oggi. I modelli usano le GPU — le schede grafiche su cui Nvidia ha costruito il suo dominio — per la fase di “ragionamento”, cioè per elaborare i dati e produrre risposte. Gli agenti di AI, però, lavorano in modo diverso: ricevono un obiettivo, pianificano una serie di azioni e le eseguono in sequenza usando strumenti software. Questa parte del lavoro ricade sulle CPU, i processori tradizionali che finora erano territorio esclusivo di Intel e AMD. Vera è costruita proprio per questo compito: 88 core personalizzati chiamati Olympus, memoria ad alta velocità che arriva a 1,2 terabyte al secondo di banda, e una connessione diretta alla GPU tramite NVLink-C2C con 1,8 terabyte al secondo di trasferimento dati. Il risultato dichiarato è un completamento dei task 1,8 volte più rapido rispetto ai processori x86 convenzionali — quelli di Intel e AMD — a parità di carico di lavoro.

La lista di chi ha già aderito è significativa. OpenAI, Anthropic e SpaceX figurano tra i primi laboratori a valutare l’adozione del chip. Tra i grandi operatori cloud ci sono Oracle, ByteDance e CoreWeave. Sul fronte dei costruttori di server, Dell, HPE, Lenovo e Supermicro offriranno macchine basate su Vera sia in configurazione singola che doppia. La disponibilità commerciale è attesa nella seconda metà del 2026. Nvidia ha annunciato anche un rack intero da 256 CPU Vera raffreddate a liquido, capace di gestire oltre 22.500 ambienti software in parallelo, ciascuno a piena potenza.

La mossa ha una precisa logica. Fino a oggi Nvidia vendeva GPU per addestrare i modelli e per farli rispondere alle domande degli utenti. Con Vera entra nel segmento che gestisce cosa fa l’IA dopo che ha risposto: accedere a database, scrivere codice, consultare servizi esterni, coordinare sottoagenti. Huang ha detto che “gli agenti di IA saranno i maggiori consumatori di capacità di calcolo” e ha immaginato un futuro in cui miliardi di agenti useranno strumenti software come oggi gli esseri umani usano i computer. Ogni agente avrà bisogno di un processore. Molti processori. L’azienda stessa si definisce già uno dei maggiori produttori mondiali di CPU, un’affermazione impensabile fino a pochi anni fa quando il suo business era quasi interamente legato alle schede video per videogiochi.

La competizione, però, è aperta. I grandi operatori cloud — Amazon, Google, Microsoft — stanno progettando chip proprietari per ridurre la dipendenza da fornitori esterni. Intel e AMD non stanno fermi. Vera ha il vantaggio di integrarsi perfettamente con l’ecosistema Nvidia già installato nei data center, dove GPU e software della stessa azienda girano già fianco a fianco. Se questa coesione si tradurrà in un vantaggio duraturo dipende da quanto in fretta i concorrenti riusciranno a colmare il gap tecnico. Quello che è certo è che il confine tra GPU e CPU, nelle infrastrutture AI, sta diventando sempre più sottile — e Nvidia ha deciso di presidiare entrambi i lati.


Articoli simili

Ultime news


IBM e OpenAI insieme nell’AI enterprise: l’accordo che cambia le regole

IBM e OpenAI hanno annunciato una partnership strategica per portare…

IBM e OpenAI insieme nell’AI enterprise: l’accordo che cambia le regole
Agenti AI: tutti ne parlano, quasi nessuno li usa davvero

Gli agenti AI di OpenAI e Anthropic contano circa 10…

Agenti AI: tutti ne parlano, quasi nessuno li usa davvero
Codex di OpenAI entra in ChatGPT: agenti AI che scrivono codice in parallelo

OpenAI porta Codex direttamente in ChatGPT, trasformandolo in una centrale…

Codex di OpenAI entra in ChatGPT: agenti AI che scrivono codice in parallelo
Nvidia vuole che i chip siano un’asset class: accordo da 500 miliardi

Nvidia ha stretto accordi con sei grandi istituzioni finanziarie —…

Nvidia vuole che i chip siano un’asset class: accordo da 500 miliardi
L’AI ha licenziato un dipendente: il caso Luna a San Francisco

Per la prima volta documentata, un agente AI ha raccomandato…

L’AI ha licenziato un dipendente: il caso Luna a San Francisco

In Evidenza


New York contro i data center (e altre notizie generative) | Weekly AI

Weekly AI è la newsletter settimanale di AI news sulle…

New York contro i data center (e altre notizie generative) | Weekly AI
Più del 50% dei giovani europei usa l’AI per cercare supporto emotivo

Lo riferisce un sondaggio Ipsos BVA condotto su 3.800 ragazzi…

Più del 50% dei giovani europei usa l’AI per cercare supporto emotivo
Intelligenza artificiale: prepararsi al 2026 | Il report di AI News

Il nuovo report di AI News per non farsi sorprendere…

Intelligenza artificiale: prepararsi al 2026 | Il report di AI News
AI, bolla o non bolla? Il parere degli esperti non è unanime

Ne abbiamo intervistati cinque per unire i puntini

AI, bolla o non bolla? Il parere degli esperti non è unanime
Luciano Floridi: “L’intelligenza artificiale non è intelligente”, la nostra intervista | AI Talks #20

"Se potessi tornare indietro, eliminerei l'espressione 'intelligenza artificiale', la chiamerei…

Luciano Floridi: “L’intelligenza artificiale non è intelligente”, la nostra intervista | AI Talks #20

Privacy policy| Cookie policy| Cookie setting| © 2026