New York: stop ai data center AI. È il primo Stato americano a farlo

Sospesi per un anno i permessi statali: una posizione simbolica ma netta

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New York: stop ai data center AI. È il primo Stato americano a farlo

New York è diventato il primo stato americano a bloccare la costruzione di nuovi grandi data center dedicati all’intelligenza artificiale. Martedì la governatrice Kathy Hochul ha firmato un ordine esecutivo che sospende per un anno i permessi statali per gli impianti “hyperscale” — le strutture che ospitano migliaia di server e richiedono enormi quantità di energia elettrica e acqua per il raffreddamento.

L’obiettivo dichiarato è dare allo stato il tempo di elaborare regole più severe su impatto ambientale, consumo energetico e utilizzo idrico di questi impianti, prima di autorizzarne di nuovi. Hochul ha motivato la decisione con la necessità di proteggere i cittadini dall’aumento delle bollette e dal consumo eccessivo delle risorse naturali legato all’espansione di questi centri.

La misura arriva dopo che l’Assemblea legislativa dello stato aveva già approvato una propria proposta di moratoria, giudicata però dall’ufficio della governatrice troppo complessa e bisognosa di ulteriori modifiche. Hochul ha quindi optato per un ordine esecutivo, immediatamente efficace dalla firma.

La decisione ha un peso politico non trascurabile: arriva mentre Hochul si prepara alla campagna per la rielezione e mentre diversi collegi elettorali dello stato si giocano corse al Congresso molto combattute, in un clima in cui i democratici cercano di rispondere alle preoccupazioni degli elettori sul costo della vita, incluse le bollette energetiche. Il suo sfidante repubblicano, il presidente della contea di Nassau Bruce Blakeman, si oppone a una moratoria a livello statale e sostiene che dovrebbero essere i governi locali a negoziare direttamente con le aziende tecnologiche, quando i progetti promettono benefici economici sufficienti.

Le aziende del settore tech e i loro sostenitori denunciano da tempo che misure di questo tipo frenano la creazione di posti di lavoro e rischiano di far perdere terreno agli Stati Uniti nella corsa globale all’AI, a vantaggio della Cina. Iniziative simili erano state proposte in una dozzina di altri stati senza però arrivare in porto: in Maine, ad esempio, una moratoria analoga era stata bloccata dal veto della governatrice democratica Janet Mills, perché avrebbe impedito un progetto di data center in una cittadina già colpita dalla chiusura di uno stabilimento locale.

Va sottolineato che, al momento, New York non è tra le destinazioni principali per i grandi data center hyperscale del paese — l’operazione ha quindi soprattutto un valore simbolico e normativo, aprendo la strada a un possibile modello per altri stati alle prese con lo stesso dilemma tra sviluppo tecnologico e tutela ambientale.

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