Meta ha annunciato mercoledì la costruzione del suo primo data center in Canada, un mega impianto che sorgerà a Sturgeon County, nell’Alberta centrale, a circa un’ora da Edmonton. Si tratta del 33° data center dell’azienda a livello globale e rappresenta uno degli investimenti privati più rilevanti nella storia canadese, con una cifra complessiva di 13 miliardi di dollari canadesi, pari a circa 9,17 miliardi di dollari USA.
L’annuncio è arrivato durante una conferenza stampa a Calgary, alla presenza della premier dell’Alberta Danielle Smith e di Gary Demasi, vicepresidente della divisione strategia e sviluppo data center di Meta. Da anni la provincia canadese, storicamente legata all’industria petrolifera e del gas, punta a diventare un polo per gli investimenti tecnologici della Silicon Valley. “Crediamo che la nostra provincia possa competere con qualsiasi altra giurisdizione al mondo“, ha dichiarato Smith, aggiungendo che l’Alberta è “ben avviata a diventare un attore centrale nella rivoluzione dell’AI“.
Il data center avrà una capacità di 1 gigawatt e consumerà elettricità equivalente al fabbisogno di circa 800.000 abitazioni. Meta ha precisato che finanzierà interamente la nuova generazione elettrica e le infrastrutture di rete necessarie a sostenere l’impianto, senza gravare sulla rete esistente. La società prevede inoltre di investire 60 milioni di dollari per il miglioramento delle infrastrutture locali della contea.
Un elemento distintivo del progetto riguarda il sistema di raffreddamento. L’impianto utilizzerà una tecnologia a circuito chiuso con raffreddamento a secco, pensata per eliminare completamente il consumo operativo di acqua, un aspetto non secondario visto che i data center sono spesso oggetto di critiche proprio per la pressione che esercitano sulle risorse idriche locali.
Per garantire l’approvvigionamento elettrico, Meta ha siglato un accordo di lungo termine con la società albertana Pembina Pipeline, che la scorsa settimana ha confermato il via libera al progetto Greenlight Electricity Centre, una centrale elettrica alimentata a gas naturale che sarà operativa a Sturgeon County entro la fine del 2030. L’infrastruttura richiederà circa 150 milioni di piedi cubi di gas naturale al giorno, un volume che secondo Pembina contribuirà a sostenere la domanda dei produttori di gas dell’Alberta occidentale.
Il ricorso al gas naturale, disponibile in Alberta a prezzi nettamente più bassi rispetto agli Stati Uniti, resta però un punto di frizione rispetto alla strategia federale canadese. Il governo di Ottawa ha infatti presentato il mese scorso un piano nazionale per l’AI che punta a valorizzare la rete elettrica pulita del Paese, alimentata in larga parte da fonti rinnovabili e a basse emissioni. La maggior parte dei data center attualmente in fase di pianificazione in Canada si concentra però proprio in Alberta, dove la dipendenza dal gas naturale rende l’intensità delle emissioni della rete elettrica provinciale quasi cinque volte superiore alla media nazionale.
Secondo la premier Smith, il progetto genererà almeno 250 milioni di dollari l’anno per le casse dell’Alberta e porterà con sé migliaia di posti di lavoro, sia nella fase di costruzione sia in quella operativa. Meta non ha ancora comunicato una data precisa per l’entrata in funzione dell’impianto, ma secondo Demasi l’operatività è attesa “nei prossimi anni“.
A commentare la portata dell’operazione è stato anche Mark Daley, chief AI officer della Western University di London, in Ontario, secondo cui i data center rappresentano “uno dei grandi motori economici del ventunesimo secolo“. Daley ha sottolineato come il Canada, Paese di grandi dimensioni e ricco di risorse energetiche, si presti naturalmente a ospitare infrastrutture di questo tipo, e ha definito l’arrivo di Meta “il gioiello della corona” per qualsiasi provincia intenzionata a sviluppare una strategia sull’intelligenza artificiale.
L’investimento in Alberta si inserisce in una strategia più ampia con cui Meta sta destinando centinaia di miliardi di dollari alla costruzione di data center di grandi dimensioni, finora concentrati soprattutto negli Stati Uniti. La scelta di espandersi oltreconfine conferma la corsa dei giganti tecnologici ad assicurarsi capacità di calcolo sufficiente a sostenere lo sviluppo dei modelli di AI, in un contesto in cui la disponibilità di energia sta diventando spesso il vero collo di bottiglia, più della tecnologia stessa.

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