L’ex OpenAI Ilya Sutskever ha dichiarato di avere una quota nella società di 7 miliardi di dollari

Il processo in corso fra Elon Musk e OpenAI sta mettendo a nudo non solo le strategie commerciali di OpenAI, ma anche le ambizioni personali dei suoi leader e gli equilibri di potere interni

Legal 12 mag 2026

2 min.

L’ex OpenAI Ilya Sutskever ha dichiarato di avere una quota nella società di 7 miliardi di dollari

L’11 maggio 2026, il tribunale di Oakland, in California, ha assistito a una delle rivelazioni più clamorose nel mondo dell’intelligenza artificiale: Ilya Sutskever, cofondatore e ex chief scientist di OpenAI, ha dichiarato che la sua quota nella società vale circa 7 miliardi di dollari.

La testimonianza è emersa durante il processo intentato da Elon Musk contro OpenAI, che accusa l’azienda di aver tradito la sua missione originale non profit per diventare un gigante commerciale. Sutskever, che ha giocato un ruolo chiave nel licenziamento temporaneo di Sam Altman nel novembre 2023, ha anche affermato di aver speso un anno a raccogliere prove sulla presunta disonestà dell’ex CEO, accusandolo di aver minato la coesione tra i dirigenti e ostacolato gli obiettivi di sicurezza dell’intelligenza artificiale generale.

Il processo ha portato alla luce non solo le tensioni interne di OpenAI, ma anche la ricchezza nascosta dei suoi fondatori. Solo la settimana scorsa, il presidente Greg Brockman aveva rivelato una quota del valore di quasi 30 miliardi di dollari. Secondo gli analisti legali, la causa di Musk, che chiede di rimuovere Altman e Brockman e di riportare OpenAI a uno status non profit, sembra debole, ma ha già svelato dettagli inediti sulla governance e sulle dinamiche di potere all’interno dell’azienda. Come ha sottolineato Ina Fried di Axios, il processo sta mettendo a nudo non solo le strategie commerciali di OpenAI, ma anche le ambizioni personali dei suoi leader.

Intanto, OpenAI continua a crescere. A marzo 2026 ha chiuso un round di finanziamento da 122 miliardi di dollari, portando la sua valutazione a 852 miliardi. Nonostante le turbolenze legali, l’azienda sembra inarrestabile nella sua corsa verso un’eventuale quotazione in borsa, che potrebbe superare il trilione di dollari. Come ha osservato Karen Hao, esperta di AI, il caso Musk vs OpenAI non è solo una questione legale, ma un simbolo delle tensioni tra etica, profitto e controllo dell’AI in un settore sempre più dominato da pochi attori globali.

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