Cerebras Systems, la startup californiana che sfida Nvidia nel mercato dei chip per l’intelligenza artificiale, accelera la sua espansione in Europa con un investimento da diversi miliardi di dollari. L’annuncio è arrivato giovedì dal CEO Andrew Feldman, che ne ha parlato in un’intervista all’AFP a margine del RAISE Summit di Parigi, la conferenza dedicata all’AI che ha ospitato anche un confronto sul palco con Sachin Katti di OpenAI.
“Si tratta di un’espansione massiccia“, ha dichiarato Feldman, spiegando che l’obiettivo è rispondere alle “esigenze in rapida crescita” dei clienti europei. Cerebras opera già tre data center nel continente, in Francia, Finlandia e Norvegia, e punta a portare la capacità di calcolo complessiva a 200 megawatt entro la fine del 2027. Il primo sito europeo dovrebbe entrare pienamente operativo già entro fine 2026.
Per capire la portata del progetto basta un paragone. Un data center aziendale tradizionale si aggira tra 1 e 20 MW di potenza: duecento megawatt collocano quindi Cerebras in una fascia di investimento nettamente superiore alla media.
Una parte della nuova capacità sarà destinata a sostenere i carichi di lavoro di OpenAI, nell’ambito della partnership già esistente tra le due aziende, a conferma di come la corsa alle infrastrutture AI passi sempre più per alleanze dirette tra produttori di chip e sviluppatori di modelli.
Il fondatore e amministratore delegato ha aggiunto che i clienti non cercano semplicemente potenza di calcolo, ma la vogliono “vicina a casa, alimentata in modo responsabile e disponibile rapidamente“. Una frase che riassume bene le priorità emerse in Europa negli ultimi mesi, dove la sovranità digitale è diventata un tema centrale tanto per i governi quanto per le imprese.
Il contesto è quello di una domanda in forte accelerazione. Man mano che i modelli di AI diventano più complessi e interattivi, cresce il bisogno di infrastrutture locali a bassa latenza da parte di aziende, centri di ricerca e amministrazioni pubbliche europee, che vogliono ridurre la dipendenza da una capacità di calcolo oggi concentrata soprattutto negli Stati Uniti e in Asia. L’accesso a chip e data center ad alte prestazioni è ormai considerato uno dei principali colli di bottiglia per lo sviluppo dei sistemi di AI avanzati.
Fondata nel 2015 a Sunnyvale, in California, Cerebras si è ritagliata un ruolo di sfidante di Nvidia puntando su chip proprietari “wafer scale“, pensati per offrire prestazioni elevate soprattutto nell’inferenza, cioè la fase in cui un modello già addestrato genera risposte in tempo reale. Con la diffusione degli agenti AI, capaci di eseguire compiti complessi in autonomia, la domanda di inferenza veloce è cresciuta rapidamente, ed è proprio su questo segmento che l’azienda ha costruito il proprio vantaggio competitivo.
Nvidia resta comunque il punto di riferimento del settore, alimentando oltre il 90% dei progetti di “fabbriche dell’AI” annunciati in Europa, un dato che misura la distanza che Cerebras deve ancora colmare. Le tensioni commerciali e geopolitiche tra Stati Uniti ed Europa, però, spingono governi e aziende a diversificare i fornitori di tecnologia, un fattore che potrebbe favorire i concorrenti di Nvidia nei prossimi anni.
Il momento scelto per l’annuncio non è casuale. Cerebras arriva da una quotazione in borsa da 5,5 miliardi di dollari lo scorso maggio, una delle IPO più grandi nella storia recente di Wall Street, che ha fornito all’azienda le risorse per finanziare l’espansione internazionale. Dopo la notizia del piano europeo, il titolo Cerebras ha guadagnato quasi il 7% in borsa, segno che gli investitori guardano con favore alla strategia di crescita sul mercato europeo.
Con basi già operative in Francia, Norvegia e Finlandia, e l’obiettivo di continuare a costruire “attivamente” in tutta Europa, Cerebras si candida a diventare uno dei protagonisti della nuova infrastruttura AI del continente, in un settore dove la corsa al calcolo si intreccia sempre più con questioni di autonomia strategica.

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