Il 2026 segna un punto di svolta per il mondo dell’intelligenza artificiale. Dopo anni di abbonamenti fissi, le grandi aziende tecnologiche come OpenAI, Meta e Google hanno deciso di passare a un modello pay-as-you-go, ovverosia paghi solo per ciò che consumi. Un cambiamento che sta mettendo in crisi molte imprese, abituate a budget certi e pianificabili.
Fino a ieri, le aziende potevano contare su tariffe fisse, indipendentemente dal tasso di utilizzo. Ora, invece, ogni query, ogni calcolo, ogni risorsa computazionale ha un prezzo. Il risultato? Bollette salate e difficili da prevedere, che rischiano di mandare in tilt i bilanci. Secondo Tom Tunguz, venture capitalist, questo passaggio è un vero choc per i clienti, abituati a modelli SaaS tradizionali. “Ci vorrà tempo perché venditori e clienti comprendano appieno le implicazioni”, ha dichiarato.
Le aziende che sviluppano AI vogliono allineare i costi al valore reale generato. In pratica, chi usa di più paga di più, chi usa meno risparmia. Un sistema che, sulla carta, sembra più equo. Ma la realtà è che molte imprese non sono pronte. Come spiega un rapporto di PwC, nel 2026 le aziende stanno adottando strategie top-down, concentrandosi su pochi processi chiave dove l’AI può portare un impatto concreto. Tuttavia, la transizione non è indolore.
Cosa possono fare le aziende per adattarsi? Alcune stanno ottimizzando l’uso delle risorse, altre stanno cercando di verticalizzare l’offerta, come OpenAI con soluzioni specifiche per la sanità. C’è chi punta su modelli ibridi, combinando abbonamenti e pagamenti a consumo, e chi sta sperimentando il pay-for-performance, dove si paga solo per i risultati ottenuti.
Gli esperti concordano: il modello a consumo è qui per restare. Secondo Gartner, entro il 2025 oltre il 30% delle soluzioni SaaS per le aziende avrebbe già adottato componenti basate sui risultati. La sfida ora è trovare un equilibrio tra flessibilità e sostenibilità economica. Come ha sottolineato Tunguz, “il pendolo sta oscillando, ma non in modo lineare”. Le aziende dovranno imparare a gestire l’incertezza e a valutare il vero valore dell’AI per i loro business.

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