Una triade di istituzioni svizzere, rispettivamente la Scuola Politecnica Federale di Losanna
(EPFL), il Politecnico federale di Zurigo e il Centro Svizzero di Calcolo Scientifico (CSCS), ha rilasciato un nuovo modello di AI chiamato “Apertus“.
Il nome del modello, ovviamente non casuale, riflette la volontà dei produttori, cioè quella di renderlo aperto e accessibile al pubblico in ogni fase della sua progettazione. Sviluppatori e organizzazioni potranno quindi scaricare lo strumento direttamente da Hugging Face o accedervi tramite Swisscom, partner dell’iniziativa, per creare chatbot o altre applicazioni.
A differenza di altri modelli aperti, Apertus svela ogni dettaglio della sua architettura, dei suoi dati e della sua documentazione in maniera semplice e accessibile. Martin Jaggi, professore di apprendimento automatico all’EPFL e membro del comitato direttivo della Swiss AI Initiative, ha commentato il lancio di Apertus menzionando l’idea di un modello “affidabile, sovrano e inclusivo” che ha spinto i ricercatori nel loro lavoro. Il modello viene infatti presentato come un’infrastruttura pubblica strategica al pari di altre risorse protette e finanziate dallo stato. Eventuali sviluppi futuri includono ad esempio modelli aggiuntivi e strumenti mirati per diritto, salute, clima e istruzione.
Un’altra particolarità di Apertus è la sua portata multilingue. Il modello è infatti stato addestrato su 15 trilioni di token in oltre 1.000 lingue, includendo idiomi spesso esclusi come svizzero tedesco e romancio. Il modello presenta inoltre delle caratteristiche molto avanzate anche per il rispetto della privacy degli utenti e la protezione dei dati. I suoi dataset sono stati filtrati per eliminare dati personali e contenuti indesiderati.
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