L’intelligenza artificiale europea prova a uscire dalla stagione delle regole e a entrare finalmente in quella della potenza industriale. La Commissione Europea ha scelto il consorzio EUROPA, guidato dall’italiana Domyn, come vincitore della Frontier AI Grand Challenge e le ha affidato il compito di costruire il modello AI di riferimento del continente.
Il progetto si pone accanto a Mistral e OVHcloud nel panorama europeo dell’AI, con un obiettivo preciso: dotare l’Europa di un sistema competitivo con i migliori al mondo, completamente open source e accessibile a governi, ricercatori e imprese senza costi di utilizzo. La proposta guidata dalla società italiana è risultata la più convincente per visione strategica, capacità di esecuzione e impatto potenziale.
Dieci anni fa, nel giugno 2016, Uljan Sharka cominciava a lavorare alla sua startup che voleva far “parlare” le aziende con i propri dati. Esattamente dieci anni dopo, la Commissione europea ha scelto quella società, allora chiamata iGenius, ribattezzata Domyn un anno fa, per affrontare una sfida epocale. Il modello che verrà sviluppato da zero avrà oltre 400 miliardi di parametri, una scala che lo collocherebbe tra i sistemi open source più grandi mai realizzati, e supporterà tutte le 24 lingue ufficiali dell’UE.
Sharka ha definito EuroHPC, la rete europea di supercomputer pubblici a cui il progetto avrà accesso fino al 2,5% della capacità totale per un anno, una “risorsa strategica sottovalutata“, sottolineando che addestrare un modello frontier richiede molta meno potenza di calcolo che servire centinaia di milioni di utenti da remoto. Sul fronte finanziario, Domyn ha dichiarato di essere sostenuta da G42 di Abu Dhabi e da investitori come Eurizon Capital, Rabobank e BNY.
Il contesto in cui nasce questo progetto è quello di una crescente urgenza geopolitica. La dipendenza dai grandi modelli statunitensi e cinesi pone questioni che vanno ben oltre l’efficienza tecnica e riguardano la sicurezza dei dati, la capacità di controllo regolatorio e, in ultima analisi, la sovranità digitale del continente.
Italia e Repubblica Ceca hanno già limitato l’uso remoto dei modelli DeepSeek, e le preoccupazioni si sono intensificate con i controlli degli USA all’esportazione dei modelli Anthropic. Il fondatore Sharka parla di “momento decisivo per l’intelligenza artificiale europea” e rivendica la possibilità per l’Europa di sviluppare, controllare e far evolvere le proprie capacità nell’AI di frontiera. La sfida resta quella di costruire un modello frontier multilingue da zero in un anno, su infrastruttura condivisa, è un obiettivo che metterà alla prova non solo Domyn, ma l’intera strategia industriale europea sull’AI.

Domyn ha rilasciato il modello Small: 10 miliardi di parametri per un'AI europea efficiente e versatile
Domyn Small è pensato per ambienti con risorse limitate, dove…













