Il Regno Unito ha lanciato gare d’appalto da 100 milioni di sterline per l’AI destinata ai servizi pubblici

Le imprese vengono chiamate a sviluppare soluzioni per problemi specifici della pubblica amministrazione e dei servizi pubblici, con l'obiettivo di trasformare i prototipi in tecnologie effettivamente utilizzabili

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Il Regno Unito ha lanciato gare d’appalto da 100 milioni di sterline per l’AI destinata ai servizi pubblici

Il Regno Unito prova a trasformare la sovranità tecnologica in una politica industriale concreta. Il governo britannico ha aperto le prime gare del Sovereign AI R&D Procurement Scheme, un programma che mette a disposizione fino a 100 milioni di sterline per startup e piccole e medie imprese registrate nel Paese e impegnate nello sviluppo di tecnologie AI. Londra vuole usare direttamente la domanda dello Stato per aiutare le aziende britanniche a entrare nel mercato degli appalti pubblici. «Questo primo concorso aiuterà a fare in modo che una quota maggiore dei benefici dell’AI si senta in ogni area del Regno Unito», ha dichiarato il cancelliere John Healey. L’obiettivo è migliorare i servizi pubblici e far crescere aziende capaci di competere sui mercati internazionali. Il governo vuole quindi diventare il primo cliente delle tecnologie sviluppate dalle proprie startup, invece di limitarsi a finanziare progetti che potrebbero non arrivare alla fase commerciale.

Le gare riguardano quattro aree, dalla produttività del National Health Service alla sicurezza nazionale, dall’efficienza del calcolo alla sicurezza degli agenti AI. I singoli contratti possono arrivare a 5 milioni di sterline e durare tra 12 e 24 mesi. Per una startup, avere lo Stato come primo cliente può significare ottenere risorse, un banco di prova e una referenza commerciale. Le imprese selezionate manterranno inoltre la proprietà intellettuale sviluppata nei progetti, potendo trasformare le soluzioni nate per il settore pubblico in prodotti destinati ad altri clienti. Nel sistema sanitario, l’obiettivo è ridurre le liste d’attesa e migliorare l’assistenza, mentre sul fronte della sicurezza il governo punta sulla resilienza informatica. Particolarmente significativo è il riferimento agli agenti AI, capaci di utilizzare strumenti, accedere a dati e compiere sequenze di azioni con crescente autonomia.

La quarta area riguarda il calcolo. Addestrare e far funzionare modelli avanzati richiede grandi quantità di potenza computazionale ed energia, mentre Stati Uniti, Cina ed Europa investono per rafforzare le proprie infrastrutture. Non basta utilizzare l’AI sviluppata altrove, bisogna costruire almeno una parte delle competenze e delle risorse necessarie per controllarla. Il programma da 100 milioni si inserisce in una strategia più ampia. Il Sovereign AI Unit dispone di un impegno fino a 500 milioni di sterline per sostenere imprese britanniche attive nelle parti strategiche della filiera AI. Ad agosto, secondo Sovereign AI, le richieste per l’accesso alla capacità computazionale pubblica avevano superato le 200 candidature, per oltre 67 milioni di ore GPU. Liz Kendall, ministra britannica per la Scienza e la Tecnologia, ha indicato l’obiettivo di rendere il Paese «un AI maker, non semplicemente un AI taker», cioè un produttore e non soltanto un utilizzatore.

La scommessa non è priva di difficoltà. Spendere denaro pubblico non garantisce automaticamente la nascita di un’industria AI competitiva, soprattutto in un mercato dominato da aziende statunitensi con risorse finanziarie e capacità di calcolo enormemente superiori. Il vantaggio britannico potrebbe dipendere meno dalla dimensione degli investimenti e più dalla capacità di concentrarli in settori dove il Paese possiede già ricerca, competenze e imprese promettenti. Il nuovo schema prova a creare questo collegamento tra Stato e mercato, lasciando alle aziende la proprietà intellettuale e la possibilità di commercializzare le tecnologie anche all’estero. Se i 100 milioni riusciranno a trasformare commesse pubbliche in aziende esportatrici e tecnologie riutilizzabili, Londra avrà costruito qualcosa di più di un programma di finanziamento. Se invece i progetti resteranno confinati a sperimentazioni isolate, la sovranità AI rischierà di rimanere soprattutto uno slogan. Per ora il Regno Unito sceglie una strada pragmatica, usando la spesa pubblica per provare a costruire capacità tecnologica nazionale.


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