L’uomo che ha portato i robot aspirapolvere nelle case di mezzo mondo ci riprova, ma questa volta con un’ambizione completamente diversa. Colin Angle, co-fondatore di iRobot e padre del Roomba, un prodotto che ha contribuito a far atterrare oltre cinquanta milioni di robot nelle abitazioni di tutto il pianeta, ha appena tolto il velo alla sua nuova startup, Familiar Machines & Magic, presentandola sul palco del Future of Everything del Wall Street Journal.
Il primo prodotto si chiama Familiar ed è un robot da compagnia quadrupede, progettato con 23 gradi di libertà per movimenti fluidi ed espressivi, una pelliccia tattile personalizzata, un sistema di visione e un insieme di microfoni. Esteticamente, Angle lo descrive come un orso altamente astratto, volutamente distante da qualsiasi animale reale, per evitare che l’utente proietti aspettative legate a un cane o un gatto. Non pulisce, non trasporta oggetti, non svolge faccende. Il suo unico compito dichiarato è costruire un legame con chi lo porta a casa.
La tecnologia alla base di Familiar è il sistema AI on-device che integra visione, audio, linguaggio e memoria per generare comportamenti sociali in tempo reale, senza dipendere dal cloud. Una scelta che risponde tanto a esigenze di privacy quanto di latenza. Il robot monta un processore Nvidia Jetson Orin e gira un AI full-stack con apprendimento per rinforzo, capacità di formare memorie e una personalità di base che cresce e si adatta nel tempo. Il team di Familiar Machines & Magic che lo costruito ha riunito talenti provenienti da Disney Research, MIT, Amazon, Boston Dynamics, Bose e Sonos.
Per il lancio sul mercato, però, bisognerà aspettare. Angle ha confermato che il primo Familiar sarà disponibile nel 2027, a un prezzo paragonabile al costo di mantenimento di un cane, una metafora non casuale, visto che il prodotto compete proprio con gli animali domestici reali sul piano del legame emotivo. I casi d’uso primari indicati dalla startup includono il supporto agli anziani, la compagnia per famiglie con bambini e il contrasto alla solitudine, un problema sociale in crescita che nessun assistente vocale ha finora saputo affrontare davvero. “La prossima era della robotica non riguarda solo la destrezza o la forma umanoide, riguarda le macchine capaci di costruire e mantenere connessioni umane”, ha dichiarato Angle.
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