I videogiochi diventano carburante per l’AI: la società Origin Lab raccoglie 8 milioni

Le aziende di gaming si stanno lanciando in un nuovo trend: vendere dati per alimentare le AI. Una società, più di altre, ci ha visto lungo

Mercato 18 mag 2026

3 min.

I videogiochi diventano carburante per l’AI: la società Origin Lab raccoglie 8 milioni

Una società di nome Origin Lab ha raccolto 8 milioni di dollari in un seed round guidato da Lightspeed Venture Partners per costruire un mercato dove i laboratori di intelligenza artificiale possono acquistare dati estratti dai videogiochi — dati utili ad addestrare una nuova categoria di modelli chiamata world model. Tra gli investitori figurano anche SV Angel, Eniac, Seven Stars, FPV, il co-fondatore di Twitch Kevin Lin e il fondatore di Cruise Kyle Vogt.

Per capire perché questa notizia conta, bisogna prima capire cos’è un world model. I grandi modelli linguistici come ChatGPT imparano da testi: articoli, libri, pagine web. Funzionano bene con le parole, molto meno bene con il mondo fisico. Un world model è un sistema di AI progettato per capire come funzionano gli oggetti nello spazio, come si muovono, come interagiscono tra loro, che effetti produce un’azione sull’ambiente circostante. Questo tipo di intelligenza è fondamentale per applicazioni come la robotica, i veicoli autonomi e la simulazione 3D. Il problema è che i dati necessari per addestrare questi modelli — quelli che catturano fisica, profondità, cause ed effetti — sono molto più rari rispetto al testo disponibile sul web. AMI Labs di Yann LeCun e World Labs di Fei-Fei Li, due dei laboratori più finanziati in questo campo, sono alla costante ricerca di questo tipo di materiale.

Origin Lab ha identificato nei videogiochi una fonte abbondante e strutturata di dati tridimensionali. Gli ambienti di gioco contengono già fisica simulata, movimenti di oggetti, struttura spaziale e sequenze causa-effetto in un formato ripetibile e controllabile. Il problema non era la mancanza di dati, ma l’assenza di un’infrastruttura che permettesse alle software house di licenziarli e ai laboratori di ricerca di acquistarli in forma utilizzabile. Origin Lab si posiziona esattamente in quel vuoto: converte gli asset dei videogiochi in set di dati strutturati, arricchiti con metadati su movimenti di camera, stato dell’ambiente, input del giocatore e composizione della scena. La co-CEO Anne-Margot Rodde ha dichiarato: “AI has outgrown the data it started with. At the same time, game studios spent decades building some of the richest interactive environments in the world, but had no professional way to bring that data to market.” La startup ha già stretto accordi con oltre 20 publisher per più di 50 titoli, ed è sotto contratto con un laboratorio AI di primo livello.

Il nodo del copyright ha frenato questo tipo di collaborazione per anni. Nel dicembre 2024, OpenAI aveva finito sotto accusa quando il suo modello di generazione video Sora era sembrato riprodurre sequenze di giochi e stream di Twitch, sollevando dubbi sull’origine dei dati usati nell’addestramento. Origin Lab punta proprio su questo: i suoi dataset sono licenziati alla fonte, non raschiati dal web, e costruiti con sistemi di tracciamento, attribuzione e condivisione dei ricavi integrati fin dal principio. Il partner di Lightspeed Faraz Fatemi ha spiegato la scommessa con un paragone diretto: il successo di aziende come Scale AI — che gestisce dati per i principali laboratori — dimostra quanto possa essere remunerativo questo tipo di business. “These are very well-capitalized businesses, and the bottleneck for all of them is data.”

Il contesto finanziario attorno ai world model è cresciuto rapidamente. World Labs ha raccolto un miliardo di dollari a febbraio 2026 con il sostegno di Nvidia, AMD e Autodesk. AMI Labs ha chiuso un round da oltre un miliardo a marzo. Runway ha lanciato il proprio world model a dicembre 2025 dopo una raccolta da 315 milioni. Quando capitali di quella portata si concentrano su una categoria, il mercato dei dati a supporto tende a seguire. Origin Lab è ancora piccola — 8 milioni sono una cifra modesta rispetto ai miliardi dei suoi clienti potenziali — ma il suo modello di business risponde a una pressione reale: i laboratori hanno bisogno di dati più puliti, più strutturati e giuridicamente difendibili. Se i world model continueranno a espandersi verso robotica, architettura e simulazione industriale, le software house che hanno costruito ambienti tridimensionali realistici potrebbero scoprire di avere in mano un asset che vale molto più di quanto abbiano mai immaginato.


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