Sei anni di lavoro in silenzio, poi 52 milioni di dollari e un annuncio che pochi si aspettavano. Hemispheric, startup israeliana di NeuroAI, è uscita dalla fase stealth il 15 luglio 2026 con un modello AI pensato per fare quello che nessun esame medico sa fare oggi: misurare il cervello in modo oggettivo, senza bisogno di chirurgia.
Il modello si chiama Descartes. È un fondation model da sei miliardi di parametri, addestrato su oltre 250.000 ore di dati EEG proprietari raccolti da più di 100.000 partecipanti tra Stati Uniti, Israele e Asia. La logica è la stessa dei grandi modelli linguistici: come un LLM deduce il significato analizzando pattern nel testo, Descartes inferisce lo stato del cervello dai pattern nell’attività elettrica misurata attraverso il cranio. La differenza è che qui il dominio è la mente umana, e i segnali sono infinitamente più rumorosi di qualsiasi corpus testuale.
A fondare Hemispheric sono stati Hagai Lalazar, neuroscienziato computazionale che guida l’azienda come CEO, e Gidi Littwin, imprenditore AI che aveva co-fondato RealFace — la startup di riconoscimento facciale israeliana acquisita da Apple nel 2017 e integrata in Face ID, di cui Littwin è co-inventore. I due si sono incontrati su LinkedIn: Lalazar aveva già contattato circa 75 candidati prima di trovare in Littwin la figura giusta per costruire un’operazione di raccolta dati su scala commerciale. Il parallelo con Face ID non è casuale. Anche quella tecnologia aveva richiesto centinaia di migliaia di soggetti per addestrare modelli capaci di riconoscere un volto al buio, inclinato, con gli occhiali. La stessa architettura di pensiero — dati in quantità, modelli profondi, scaling sistematico — è stata applicata al cervello.
La piattaforma non richiede interventi invasivi. Il paziente indossa un caschetto EEG leggero con elettrodi a secco per 15 minuti, interagendo con un’applicazione su tablet o smartphone. Il sistema cattura l’attività cerebrale e produce risultati che il clinico può usare per la diagnosi, per scegliere il trattamento più adatto al profilo neurologico individuale, e per monitorare i progressi nel tempo. Le prime applicazioni di Descartes riguardano PTSD, trauma cranico lieve, depressione, ansia, schizofrenia e Alzheimer. Sui sottogruppi diagnosticati con PTSD, schizofrenia e depressione, il modello ha già dimostrato di produrre valutazioni accurate dello stato cerebrale. È in corso uno studio clinico per testare se Descartes sia in grado di diagnosticare — e persino prevedere — l’Alzheimer.
Il punto di partenza del problema è semplice quanto trascurato: ogni organo principale del corpo ha esami oggettivi, tranne il cervello. Depressione, PTSD, Parkinson e declino cognitivo vengono ancora diagnosticati attraverso questionari e osservazione comportamentale. I disturbi neuropsichiatrici colpiscono circa una persona su tre nel mondo e generano un carico economico annuo stimato in oltre 5.300 miliardi di dollari, con pazienti che spesso trascorrono anni in trattamenti per tentativi ed errori prima di trovare soluzioni efficaci. Hemispheric punta a cambiare questo con un test cerebrale da ambulatorio, economico quanto un esame del sangue.
I 52 milioni raccolti coprono tre round — pre-seed, seed e Serie A — con investitori come Hanaco Ventures, L Catterton, Protocol Labs e Arkin Capital. I fondi serviranno a espandere la piattaforma Descartes con partner sanitari, governativi e farmaceutici, a sviluppare la rete globale di raccolta dati e ad avanzare sul fronte regolatorio: Hemispheric ha già presentato il modello alla leadership della FDA americana. Il team conta 112 persone tra neuroscienziati, ingegneri di sistemi medicali e specialisti AI. Se Descartes otterrà l’approvazione regolatoria e dimostrerà affidabilità clinica su larga scala, il cervello potrebbe diventare l’ultimo organo a cedere ai dati.














