Il 5 agosto Google ha annunciato il riassetto più significativo nella storia di Google DeepMind: Demis Hassabis lascia il ruolo di CEO della divisione AI e diventa presidente e chief scientist di Alphabet, con minori obblighi gestionali. Al suo posto, la guida operativa passa a Koray Kavukcuoglu, ex CTO di DeepMind, che risponde direttamente al CEO Sundar Pichai senza detenere il titolo di CEO. Il suo mandato è preciso: sovrintendere allo sviluppo dei modelli Gemini e integrarli su tutti i prodotti Google.
La notizia ha colpito il settore. Lo stesso giorno, i due co-lead tecnici originali di Gemini hanno dato le dimissioni per co-fondare una startup. Jeff Dean, chief scientist di lunga data, ha annunciato la sua uscita insieme ad alcuni colleghi. Nei mesi precedenti, Hassabis aveva progressivamente ridotto il tempo dedicato a Gemini per concentrarsi su questioni di sicurezza e sulle implicazioni dell’AGI per la società — una traiettoria che, secondo fonti interne, aveva creato attrito con chi era alle prese con le pressioni commerciali quotidiane. Il riassetto ha incluso anche la fusione dei team di comunicazione, legale e marketing di DeepMind con le rispettive controparti di Google, erodendo ulteriormente l’autonomia del laboratorio londinese.
Sullo sfondo c’è un ritardo concreto. Google ha posticipato il lancio di Gemini 3.5 Pro, atteso per giugno: secondo Bloomberg, il modello non aveva raggiunto alcuni obiettivi interni. Axios ha segnalato morale basso tra i team. Nel secondo trimestre il fatturato cloud di Alphabet è cresciuto dell’82% anno su anno, arrivando a 24,8 miliardi di dollari, ma la società prevede spese in conto capitale tra i 195 e i 205 miliardi di dollari per l’intero anno. I soldi ci sono, ma il vantaggio competitivo sui modelli AI no.
La riorganizzazione segna un cambio di strategia che va oltre il personale. Google sta scommettendo che centralizzare il controllo su Gemini sotto un manager più orientato al prodotto acceleri la commercializzazione, anche a scapito dell’indipendenza scientifica che aveva reso DeepMind attrattiva. Kavukcuoglu era già stato nominato chief AI architect di Google nel 2025, con il compito specifico di integrare Gemini nei prodotti aziendali: la sua ascesa a capo della divisione è la formalizzazione di un processo già in atto. I dirigenti del cloud di Google si aspettano che il nuovo assetto allevi le tensioni sulla distribuzione delle risorse AI, finora fonte di conflitto tra DeepMind e le altre divisioni.
Hassabis, premio Nobel per la chimica nel 2024 grazie al lavoro su AlphaFold, ha scritto ai dipendenti che l’AGI è vicina e che dedicarsi a essa è ora la priorità. Passerà più tempo a Isomorphic Labs, la divisione di Alphabet dedicata alla scoperta di farmaci tramite AI. La mossa lo allontana dalla competizione quotidiana tra modelli e lo proietta su un piano più lungo. Se questa sia una liberazione o un ritiro graduale, lo diranno i prossimi mesi. Google ha costruito un’infrastruttura AI enorme; ora deve dimostrare di saper fare i modelli che la giustificano.













