L’Africa si prepara a fare grandi progressi nel campo della rivoluzione digitale. L’Unione Africana e Google hanno firmato un accordo storico per accelerare l’adozione dell’intelligenza artificiale e la trasformazione digitale in tutto il continente. L’intesa, sottoscritta alla presenza di giovani innovatori e studenti, punta a costruire una “sovranità digitale africana”, come ha dichiarato Lerato D. Mataboge, Commissaria dell’UA per infrastrutture ed energia: “Vogliamo economie digitali inclusive, dove nessuno resti indietro”. L’obiettivo è ambizioso: formare 3 milioni tra studenti e insegnanti entro il 2030, offrendo accesso gratuito a strumenti come Gemini Pro e NotebookLM, ora disponibili anche in lingue locali.
Il partenariato si inserisce nella Digital Transformation Strategy for Africa (2020–2030), un piano che mira a creare un mercato digitale unico continentale, ridurre il divario digitale e generare crescita economica inclusiva. Secondo i dati UA, oggi solo il 38% degli africani ha accesso a internet, ma si stima che il mercato digitale potrebbe raddoppiare a 63 miliardi di dollari entro il 2030, trainato da fintech, e-commerce e innovazione locale. Google, dal canto suo, ha già avviato progetti come WAXAL, un dataset vocale aperto per sviluppare AI in lingue africane, e un programma di formazione per 50.000 funzionari pubblici in Etiopia, in collaborazione con l’ONU.
La sfida ora è tradurre le promesse in azioni concrete. “Non si tratta solo di tecnologia, ma di dare all’Africa gli strumenti per risolvere le proprie sfide”, ha sottolineato Charles Murito, direttore di Google per l’Africa subsahariana. L’accordo prevede investimenti in infrastrutture cloud, centri di ricerca, e supporto alle startup, con un occhio particolare alla governance etica dell’AI. “Il successo dipenderà dal coinvolgimento dei giovani”, ha concluso Mataboge, rivolgendosi agli studenti presenti alla cerimonia.

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