Gli ultimi dettagli sul dispositivo AI targato OpenAI-Jony Ive: sarà un assistente senza schermo da oltre 300 dollari

Nuove indiscrezioni descrivono un dispositivo dalle dimensioni simili a quelle di un piccolo disco

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Gli ultimi dettagli sul dispositivo AI targato OpenAI-Jony Ive: sarà un assistente senza schermo da oltre 300 dollari

Immagine generata con AI

OpenAI prepara il suo primo dispositivo AI, un piccolo assistente senza schermo pensato per stare in casa e accompagnare l’utente nelle attività quotidiane. Secondo Bloomberg, il prodotto avrebbe una forma simile a una ciambella, dimensioni paragonabili a quelle di un disco da hockey. Il dispositivo dovrebbe funzionare a batteria, integrare microfoni, altoparlanti, fotocamere, sensori e parti mobili e utilizzare l’interazione vocale come principale canale di comunicazione. Il prezzo previsto sarebbe compreso tra 300 e 400 dollari, mentre il lancio è atteso nel 2027. Si tratta ancora di informazioni non ufficiali, ma il quadro è più definito rispetto alle indiscrezioni circolate finora.

L’idea nasce dalla collaborazione tra Sam Altman e Jony Ive, l’ex responsabile del design di Apple che ha contribuito a definire prodotti come iPhone, iPod e Apple Watch. OpenAI ha completato nel luglio 2025 l’acquisizione della startup io, fondata da Ive, con un’operazione valutata quasi 6,5 miliardi di dollari. L’operazione ha portato nel gruppo circa 55 persone specializzate in hardware e design. Ive non è diventato un dipendente di OpenAI, ma la sua società LoveFrom mantiene il controllo creativo e progettuale della collaborazione. L’obiettivo è costruire una nuova generazione di dispositivi progettati attorno all’AI, invece di adattare l’AI a categorie hardware già esistenti.

Il primo prodotto sembra infatti allontanarsi dall’idea di un nuovo smartphone. Non avrebbe uno schermo e sarebbe pensato soprattutto come un assistente vocale capace di accompagnare l’utente negli spazi domestici. Le anticipazioni pubblicate da Bloomberg a luglio descrivevano un dispositivo mobile, personalizzabile nel tempo e in grado di collegarsi alle funzioni di una casa intelligente. L’elemento distintivo dovrebbe essere la capacità di comprendere il contesto e sviluppare una relazione più naturale con il proprietario, passando da un sistema che risponde alle domande a uno che può, almeno in parte, anticipare esigenze e attività. Per Mark Gurman di Bloomberg, il prodotto rappresenta il primo elemento di una possibile famiglia di dispositivi OpenAI. Il passaggio sposta la competizione dall’interfaccia dei chatbot alla progettazione dell’oggetto attraverso cui l’utente entra in contatto con l’AI.

La strada verso il mercato, però, non è priva di ostacoli. Il progetto arriva in un momento delicato per il rapporto tra OpenAI e Apple. Apple ha avviato una causa accusando OpenAI di aver sottratto segreti commerciali attraverso alcuni ex dipendenti passati alla società di Altman. OpenAI respinge le accuse e sostiene che la controversia sia legata soprattutto alla competizione per i talenti. La vicenda potrebbe avere conseguenze anche sul calendario del nuovo prodotto. All’inizio del 2026 Chris Lehane, responsabile degli affari globali di OpenAI, aveva detto che l’azienda puntava a presentare il primo dispositivo nella seconda metà dell’anno. Le indiscrezioni più recenti indicano invece il 2027. Data, caratteristiche e prezzo non sono ancora stati confermati ufficialmente.

Il punto più delicato riguarda comunque la reale utilità del dispositivo. Un oggetto con fotocamera, microfoni e sensori, progettato per comprendere ciò che accade intorno all’utente, potrebbe offrire funzioni interessanti ma solleva interrogativi sulla privacy. La sfida sarà trovare un equilibrio tra personalizzazione e controllo dei dati. C’è poi una questione commerciale. A oltre 300 dollari, il prodotto dovrà dimostrare di offrire qualcosa che uno smartphone e un normale assistente vocale non possono garantire. La scommessa di OpenAI e Jony Ive non consiste quindi semplicemente nel costruire un nuovo gadget, ma nel rendere l’AI una presenza fisica e continua senza trasformarla in un oggetto invasivo. Il 2027 dirà se questa nuova categoria ha davvero spazio sul mercato o se resterà un esperimento interessante e poco utile per il grande pubblico. Per OpenAI sarà anche una prova della propria capacità di progettare hardware.

Non arriverà prima del 2027: cosa emerge di nuovo sul dispositivo targato OpenAI-Jony Ive

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