In California, il governatore del Partito Democratico Gavin Newsom ha firmato una legge, la SB 53, che impone alle Big Tech di rivelare pubblicamente i loro piani su come intendono prevenire e mitigare i potenziali rischi derivanti dalla diffusione dei loro modelli di intelligenza artificiale. Si tratta di una proposta di legge unica a livello nazionale, che amplia i requisiti di trasparenza a cui il settore tecnologico deve sottostare.
Secondo la visione politica di Newsom, la legge è utile a colmare delle lacune che si sono generate con l’inazione del Congresso statunitense, che fino ad ora non è stato in grado di approvare una legge complessiva sui rischi dell’AI. Newson ritiene che il provvedimento è la dimostrazione di come sia possibile “stabilire delle normative per proteggere le nostre comunità, garantendo al contempo che il crescente settore dell’intelligenza artificiale continui a prosperare” e che dovrebbe essere presa come modello a livello federale.
I rischi a cui fa riferimento il governatore sono legati alla possibilità che la tecnologia d’avanguardia possa sfuggire al controllo umano o contribuire attivamente ad esempio nello sviluppo di armi biologiche. Gli obblighi previsti dalla nuova legge impattano su tutte quelle aziende che hanno un fatturato maggiore di 500 milioni di dollari e in caso di violazioni sono previste multe fino a un milione di dollari.
La legge ha già ricevuto delle critiche da parte di alcuni esponenti del settore tecnologico. Collin McCune, responsabile degli affari governativi di Andreessen Horowitz, ha parlato della creazione di un pericoloso precedente con la possibilità data agli stati di “assumere la guida nella gestione del mercato nazionale dell’intelligenza artificiale, creando un mosaico di 50 regimi differenti”.

Negli Usa un disegno di legge potrebbe esentare le aziende dalle leggi federali in materia di AI
La proposta del senatore Ted Cruz si inserisce nel più…














