OpenAI fonde le schede Chat e Work dell’app desktop di ChatGPT. Lo ha comunicato con un’email agli abbonati il 2 novembre 2026. La nuova esperienza unificata arriva prima a un gruppo ristretto di utenti, nelle prossime settimane. Una data per il lancio generale non c’è.
Oggi l’app è divisa in due sezioni, ChatGPT e Codex, e il lato ChatGPT si spezza a sua volta in Chat e Work. Chat serve per le domande rapide. Work è la modalità agente, pensata per lavori lunghi in più passaggi. Dopo la fusione l’utente potrà partire da un’idea ancora grezza e lasciare il compito finito a ChatGPT senza cambiare scheda. Dalla stessa schermata si caricheranno file e plugin e si potrà chiedere di costruire un sito, preparare una presentazione o svolgere attività sul web, controllando il lavoro mentre procede. Nell’email OpenAI parla di un percorso che va dall’esplorazione di un’idea alla sua esecuzione, tutto in un solo posto.
Codex resta un’area separata dell’app desktop. Cambia però il conteggio dei consumi: secondo la pagina di supporto di OpenAI, da dicembre i piani Plus, Pro e Business attingeranno a un’unica quota di token condivisa tra ChatGPT e Codex. Finora Chat, Work e Codex funzionavano con contatori distinti, con limiti ulteriori per immagini, voce e caricamento file. Chattare e programmare peseranno quindi sullo stesso tetto. OpenAI sostiene che la maggior parte degli utenti non noterà differenze.
La mossa segue una serie di ritocchi. L’app desktop era stata ridisegnata il 9 luglio con le tre modalità Chat, Work e Codex, disponibili su tutti i piani, gratuito compreso. Il 25 agosto OpenAI aveva reintrodotto il limite di cinque ore su Work e Codex per gli abbonati Plus, lasciando accesso illimitato a Pro. Il 29 ottobre ha raddoppiato le soglie dei piani Pro da 100, 200 e 500 dollari al mese, un cuscinetto in vista della quota unica. Tibo Sottiaux, che guida ChatGPT e Codex, aveva già anticipato a inizio ottobre l’intenzione di unire le due superfici.
C’è anche la concorrenza. Anthropic ha già riunito in un’unica schermata la chat di Claude e Cowork, a settembre. OpenAI segue la stessa strada a quattro mesi dal debutto di Work. Per chi usa Codex ogni giorno il passaggio richiede attenzione: la quota condivisa può consumarsi più in fretta, e conviene controllare la schermata di utilizzo quando il sistema sarà attivo.
Il test dirà se una sola schermata regge sia la domanda di due righe sia il compito da un’ora. Se funziona, la distinzione tra parlare con l’assistente e farlo lavorare sparirà dall’interfaccia, e il vero criterio di scelta tra i piani diventerà la quantità di token.