Anthropic ha annunciato domenica che destinerà il 5% delle proprie azioni all’Anthropic Public Benefit Fund, un nuovo veicolo pensato per finanziare iniziative di interesse pubblico. L’impegno è subordinato all’approvazione degli azionisti. Secondo BigGo Finance, alla valutazione di maggio la quota varrebbe circa 48 miliardi di dollari.
La quota non è fissa. Il consiglio di amministrazione può aggiungere, a sua discrezione, un altro 2% ogni volta che il valore dell’azienda sale del 50% rispetto a una soglia di riferimento. Quella soglia non è stata resa nota. Anthropic sostiene che, sommando gli impegni già presi, circa il 20% delle sue azioni sia vincolato a scopi pubblici. Il conteggio esclude le quote che potrebbero aggiungersi in futuro.
Il fondo nascerà come società a responsabilità limitata interamente controllata da Anthropic, non come ente non profit di tipo 501(c)(3). La scelta, spiega l’azienda, serve a poter passare da una forma di erogazione all’altra. Tra gli usi previsti ci sono grandi donazioni a organizzazioni non profit tradizionali, distribuzioni dirette a gruppi specifici e programmi sull’impatto dell’IA sul lavoro. Nessuna azione del fondo potrà essere usata per attività di lobbying o per finanziare la politica, negli Stati Uniti come all’estero.
Sul lavoro Anthropic ha già stanziato 200 milioni di dollari per studiare gli effetti dell’IA. Nel comunicato l’azienda scrive che, dato il ritmo del settore, potrebbero servire «approcci più audaci». Il fondo servirà a metterli in pratica. Il tema dei posti di lavoro colpiti dall’automazione è tra i più discussi nel dibattito pubblico sull’IA, e Dario Amodei, amministratore delegato, ha definito l’attuale clima di sfiducia verso il settore «una crisi di fiducia».
Il tempismo è difficile da ignorare. Reuters ricorda che l’azienda, già costituita come public benefit corporation, sta preparando una delle quotazioni in Borsa più grandi di sempre. Una struttura che richiede al management di considerare interessi più ampi accanto al profitto degli investitori pesa sulla percezione di chi sottoscriverà le azioni. Resta aperta la domanda su chi deciderà concretamente quali progetti finanziare. Anthropic dice che darà dettagli su struttura e governance nei prossimi mesi.
Il banco di prova sarà proprio la governance. Un fondo da decine di miliardi, controllato da una società che ne è anche il fondatore, sarà giudicato dalla trasparenza dei criteri di spesa e dall’indipendenza di chi li fissa. Se le regole arriveranno prima della quotazione, potranno diventare un riferimento per le altre aziende di IA che hanno cominciato a trattare il tema della fiducia come una questione di bilancio.














