OpenAI contribuisce con 5 milioni di dollari a una nuova iniziativa della Simons Foundation, pensata per aiutare i matematici a esaminare e sfruttare i risultati prodotti dall’intelligenza artificiale. Il programma vale 15 milioni di dollari complessivi tra fondi e risorse, con Anthropic tra i finanziatori insieme alla fondazione stessa. L’annuncio della Simons Foundation è del 15 ottobre 2026.
I soldi saranno gestiti e assegnati dalla fondazione, anche attraverso un bando aperto a proposte. Finanzieranno workshop, conferenze e programmi speciali. OpenAI e Anthropic metteranno a disposizione dei ricercatori sostenuti dalla fondazione modelli e capacità di calcolo, e l’accesso riguarderà anche le scienze di base oltre alla matematica. L’obiettivo dichiarato è far crescere standard e pratiche di revisione allo stesso passo della tecnologia.
Il contesto è un caso di scontro aperto. Il 6 ottobre OpenAI ha pubblicato oltre 700 manoscritti e quasi 400 altri risultati matematici prodotti dai suoi modelli, con l’ambizione di affrontare alcune delle questioni più difficili di matematica e informatica teorica. Tutto in una volta. La comunità matematica ha reagito male: il carico ha travolto i normali processi di revisione tra pari, e diversi ricercatori hanno accusato l’azienda di aver attinto a ricerca aperta senza alcuna collaborazione.
L’Association for Human Mathematics ha scritto che i matematici non avevano chiesto questo lavoro e ha parlato di totale disprezzo per le norme della ricerca scientifica. Poi c’è la questione dell’originalità. Secondo TechCrunch, due matematici dicono di essere stati vicini a un risultato analogo e si chiedono se il lavoro di OpenAI si sia basato sul loro. OpenAI nega di aver visto quei lavori. Uno dei due, Levent Alpöge, lavora per Anthropic e collaborava a titolo privato.
Lo stato dei manoscritti resta eterogeneo. Alcuni non hanno una formalizzazione in Lean, il linguaggio usato per verificare le dimostrazioni al computer, e i risultati non formalizzati possono contenere errori. Il numero totale dei manoscritti è già sceso per effetto di ritiri, segno che serve un controllo caso per caso. Prima della donazione, a settembre, OpenAI aveva annunciato anche un gruppo consultivo indipendente su matematica e IA ospitato all’Institute for Advanced Study.
Il finanziamento non chiude la polemica, ma sposta la discussione su un terreno pratico: chi controlla le dimostrazioni, con quali tempi e con quali regole. Se i laboratori continueranno a pubblicare risultati in blocco, la capacità di verifica dei matematici diventerà il collo di bottiglia. I bandi della Simons Foundation diranno quanto di quel lavoro potrà essere fatto fuori dai laboratori che lo producono.














