OpenAI ha raggiunto un miliardo di dollari di fatturato annualizzato con ChatGPT Ads in meno di 200 giorni dal lancio, avvenuto il 9 febbraio 2026 per gli utenti statunitensi dei piani Free e Go. La piattaforma conta già decine di migliaia di inserzionisti attivi e continua ad espandersi: dal 31 agosto 2026, gli annunci sono acquistabili direttamente tramite Ads Manager in India, Europa, Medio Oriente e Africa del Nord. Il 11 agosto erano già arrivati nel Regno Unito, Messico, Brasile, Giappone e Corea del Sud.
Il modello pubblicitario di ChatGPT funziona per abbinamento contestuale: quando una conversazione tocca un argomento commerciale, il sistema di OpenAI seleziona l’annuncio più pertinente e lo mostra come inserzione etichettata “Sponsored”, visivamente separata dalla risposta del modello. Le inserzioni appaiono in fondo alla risposta, mai al suo interno. Gli inserzionisti non ricevono mai il contenuto delle chat, la cronologia delle conversazioni, il nome, l’email o la posizione precisa degli utenti. Il targeting avviene interamente nell’infrastruttura di OpenAI, senza trasferire dati grezzi ai brand.
Il cambio di rotta rispetto alle dichiarazioni iniziali è evidente. Sam Altman aveva definito la pubblicità una “last resort” e aveva detto pubblicamente di “odiare gli annunci”. Nel 2024 la CFO Sarah Friar aveva escluso piani attivi in questo senso. A marzo 2025 documenti interni trapelati mostravano proiezioni da un miliardo di dollari per il solo 2026, crescendo fino a 25 miliardi entro il 2029. Quelle proiezioni si stanno avverando più in fretta del previsto.
Il sistema di acquisto è passato da un pilota su invito con impegno minimo da 200.000 dollari a una piattaforma self-serve aperta a qualsiasi azienda, senza soglia minima di spesa. Il 5 maggio 2026 OpenAI ha aperto l’Ads Manager agli inserzionisti statunitensi introducendo il bidding CPC e strumenti di misurazione delle campagne. I prezzi partono da circa 3-5 dollari per click, con CPM nell’intervallo tra 25 e 60 dollari. L’asta è ponderata per rilevanza: un annuncio più pertinente può vincere anche con un’offerta più bassa. Tra i partner di agenzia già attivi figurano Dentsu, Omnicom, Publicis e WPP.
Gli annunci sono visibili solo agli utenti adulti registrati sui piani Free e Go. Gli abbonati Plus, Pro, Business, Enterprise ed Education non vedono inserzioni. Questa distinzione è centrale nella strategia di OpenAI: la pubblicità serve a finanziare l’accesso gratuito, non a monetizzare chi già paga. È una logica mutuata dai grandi player della pubblicità digitale, applicata però a un contesto radicalmente diverso — quello della conversazione, non del feed o della ricerca per parola chiave.
Con 2,5 miliardi di prompt inviati ogni giorno, ChatGPT offre agli inserzionisti un accesso diretto a utenti impegnati attivamente in ricerche e processi decisionali. Il confronto con Google o Meta regge solo in parte: qui l’intento dell’utente è esplicito e articolato, non ricostruito da un termine di ricerca o da un comportamento di navigazione. Se OpenAI manterrà la promessa — risposte mai influenzate dagli inserzionisti — la piattaforma potrebbe ridisegnare come i brand raggiungono i propri clienti nel medio periodo.