La Regione Sardegna ha compiuto un passo storico nell’innovazione tecnologica. Attraverso una delibera della giunta regionale, su proposta della presidente Alessandra Todde e dell’assessore agli Affari generali Sebastian Cocco, è stato istituito l’Osservatorio regionale per l’intelligenza artificiale.
L’iniziativa, prevista dalla legge regionale approvata a marzo 2026, mira a creare un sistema di governance che accompagni cittadini, imprese e pubblica amministrazione nella transizione digitale, garantendo un utilizzo etico, trasparente e sostenibile dell’AI. L’osservatorio, presieduto da Cocco e supportato dalla Direzione generale dell’innovazione e Sicurezza IT, avrà il compito di monitorare l’evoluzione delle tecnologie, promuovere competenze digitali e sostenere la competitività delle imprese locali. Come ha sottolineato lo stesso assessore: “La Sardegna intende governare l’innovazione tecnologica con una visione strategica e responsabile, mettendo l’AI al servizio della crescita economica e della qualità dei servizi pubblici”.
L’istituzione dell’Osservatorio si inserisce in un quadro più ampio che prevede anche la creazione di una piattaforma digitale regionale e di un registro dei sistemi di AI per tracciare le iniziative già attive o in corso nella PA. Il progetto è sostenuto da un finanziamento di 1,2 milioni di euro per il 2026, con risorse aggiuntive previste per i prossimi anni (3 milioni annui fino al 2028). Tra gli obiettivi strategici ci sono la valorizzazione dell’ecosistema regionale della ricerca, il rafforzamento della collaborazione tra università, centri di ricerca e imprese, e lo sviluppo di hub territoriali per diffondere l’innovazione in modo equilibrato su tutto il territorio. Il CRS4, centro di eccellenza scientifica, avrà un ruolo chiave nel coordinare queste attività, come emerso durante i lavori del Consiglio regionale.
La Sardegna si posiziona così come una delle prime regioni italiane a dotarsi di una struttura organica per la governance dell’AI, in linea con le indicazioni europee e nazionali. L’iniziativa non solo risponde alle esigenze di modernizzazione della PA, ma vuole anche attrarre e trattenere talenti, contrastando la fuga dei cervelli e promuovendo la formazione nelle discipline STEM. Come ha evidenziato il consigliere Giovanni Chessa (FI), “l’AI, se costruita bene e messa in mano alle persone giuste, è un valore aggiunto”. Un modello che, se ben implementato, potrebbe diventare un esempio per altre realtà italiane.

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