La Norvegia aderisce alla Pax Silica voluta dagli Stati Uniti

Si tratta di un'iniziativa lanciata dagli USA a dicembre 2025 per coordinare investimenti e politiche e per ridurre la dipendenza dalla Cina in settori strategici legati all'AI

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La Norvegia aderisce alla Pax Silica voluta dagli Stati Uniti

La Norvegia ha ufficialmente annunciato la sua adesione alla Pax Silica, l’iniziativa guidata dagli Stati Uniti volta a garantire catene di approvvigionamento sicure e affidabili per le tecnologie legate all’intelligenza artificiale.

Il piano, lanciato a dicembre 2025, riunisce paesi come Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud, Singapore, Regno Unito, Israele, Emirati Arabi Uniti e Australia, con l’obiettivo di coordinare investimenti e politiche e per ridurre la dipendenza dalla Cina in settori strategici come semiconduttori, minerali critici (litio, cobalto, terre rare), infrastrutture di calcolo e logistica. Secondo Cecilie Myrseth, ministra norvegese dell’Industria e del Commercio, questa mossa offrirà alle aziende locali un accesso privilegiato alle catene di valore tecnologiche avanzate, rafforzando la collaborazione con alleati che condividono gli stessi standard di sicurezza e innovazione.

Pax Silica non è solo una risposta alla dominanza cinese nelle forniture di materiali critici, ma anche un tentativo di creare un’alternativa coordinata a livello globale. La Cina, infatti, ha investito massicciamente per localizzare l’intera catena di approvvigionamento dell’AI, dall’estrazione dei minerali alla produzione di chip, spingendo paesi come gli Stati Uniti a reagire con alleanze strategiche. L’iniziativa include anche progetti concreti, come la mappatura delle catene di fornitura e la protezione delle infrastrutture sensibili, con un fondo di 250 milioni di dollari stanziato dal Dipartimento di Stato statunitense per sostenere i paesi partner.

La decisione della Norvegia arriva in un momento in cui la competizione globale per l’AI si fa sempre più serrata. Mentre la Cina punta su un modello di distribuzione su larga scala, gli Stati Uniti e i loro alleati scommettono su innovazione, talenti e collaborazioni pubblico-private per mantenere il vantaggio tecnologico. Come ha osservato Pranay Kotasthane, esperto del think tank indiano Takshashila Institution, “la Pax Silica non riguarda solo i chip, ma l’intera catena ‘dai minerali ai modelli’ che alimenta l’economia dell’AI”.

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