Secondo il giornale statunitense The Information, Google è in fase di trattative avanzate con Marvell Technology per sviluppare due nuovi chip dedicati all’intelligenza artificiale. Uno sarà un’unità di elaborazione della memoria progettata per affiancare le TPU, i processori AI proprietari di Google, l’altro una TPU di nuova generazione ottimizzata per l’inferenza, ovvero la fase in cui un modello risponde concretamente agli utenti.
L’inferenza è oggi uno dei segmenti in più rapida espansione del mercato AI. Ogni volta che un utente ha uno scambio attivo con un chatbot AI, un chip di inferenza lavora in background. Il mercato dei chip personalizzati crescerà del 45% nel 2026, tre volte più velocemente delle GPU tradizionali di Nvidia, e potrebbe valere 118 miliardi di dollari entro il 2033. Anche il CEO di Nvidia Jensen Huang ha riconosciuto il momento storico per il settore affermando che: “L’inflection point dell’inferenza è arrivato”.
Alphabet prevede spese in conto capitale fino a 185 miliardi di dollari nel 2026, mentre i ricavi di Google Cloud sono balzati del 48% nell’ultimo trimestre, raggiungendo 17,7 miliardi. Diversificare i fornitori di chip per molti colossi come Google è anche una scelta di strategia e sopravvivenza industriale. Marvell ha già ottenuto commesse da Amazon, Microsoft e Meta, e Bloomberg stima che entro i primi anni del prossimo decennio potrebbe conquistare il 20-25% del mercato dell’Application-Specific Integrated Circuit, ovvero chip estremamente efficienti progettati per una sola applicazione.

Nvidia investe due miliardi di dollari in una partnership con l'azienda Marvell Technology
Al centro dell'accordo c'è NVLink Fusion, una piattaforma che permette…














