Attraverso una comunicazione sui social, la piattaforma X, di proprietà di xAI, ha reso noto di aver implementato delle nuove misure di sicurezza per impedire al chatbot integrato Grok di “spogliare” persone reali senza il loro consenso. La decisione arriva dopo giorni di pressioni globali e inchieste giornalistiche a cui sono seguite anche iniziative giudiziarie e politiche per contrastare il fenomeno.
Nelle ultime settimane infatti, X è stata inondata di immagini sessualizzate di persone spogliate con l’AI, fra cui spesso anche minorenni, senza che queste avessero dato il loro consenso. Inizialmente l’azienda aveva imposto delle restrizioni solo agli utenti non abbonati, ma questa misura si è rivelata timida e insufficiente e ora è stata allargata anche agli utenti paganti.
“Abbiamo messo in atto misure tecnologiche per impedire al profilo Grok di consentire la modifica di immagini di persone reali con abiti rivelatori, come i bikini” ha comunicato X. Poche ore prima la California si era unita a Regno Unito e Spagna nell’avviare un’indagine specifica sul caso, mentre nei giorni scorsi Indonesia e Malesia avevano bloccato l’accesso a Grok nel paese a causa della diffusione di queste immagini.

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