TSMC, il gigante taiwanese dei semiconduttori, ha chiuso il primo trimestre del 2026 con un balzo record del 58% nell’utile netto, raggiungendo 572,5 miliardi di dollari taiwanesi (corrispondenti a 18,2 miliardi di dollari USA). Il risultato, che supera le attese degli analisti, è trainato dalla domanda insaziabile di chip avanzati per l’intelligenza artificiale, con clienti come Nvidia, Apple e i principali hyperscaler che saturano la capacità produttiva di TSMC nei nodi a 3 e 2 nanometri. I ricavi trimestrali hanno toccato 1.134 trilioni di dollari taiwanesi (35,7 miliardi di dollari), in crescita del 35% su base annua, confermando l’ottavo trimestre consecutivo di crescita a due cifre.
Gli analisti sottolineano come la forza di TSMC risieda nella capacità di mantenere prezzi e margini elevati nonostante le tensioni geopolitiche, come la crisi nello Stretto di Hormuz, che ha fatto schizzare i costi delle materie prime come l’elio. Secondo Sravan Kundojjala di SemiAnalysis, società di ricerca e analisi specializzata nel settore dei semiconduttori e dell’elettronica, “la domanda di chip AI è così robusta che TSMC supererà agevolmente l’obiettivo di crescita annuale del 30%”, nonostante i rischi legati alla logistica e alla stabilità dei mercati.
La società ha inoltre annunciato investimenti record fino a 56 miliardi di dollari per espandere la produzione, con il 75% dei ricavi ora generato dai nodi più avanzati. Tuttavia, il mercato ha reagito con cautela e, dopo i risultati, il titolo TSMC non ha registrato forti oscillazioni. Gli investitori attendono segnali sulla sostenibilità della domanda AI nella seconda metà dell’anno e sull’impatto dei nuovi aumenti di prezzo, che renderanno più cari chip per data center, GPU e processori di nuova generazione.

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