Meta lancia Muse Wonder, il suo primo modello AI di frontiera

Meta ha pubblicato il 12 ottobre 2026 Muse Wonder e Muse Wonder Full, i primi modelli di frontiera del suo Meta Superintelligence Labs, capaci di competere con Claude e GPT-6 Astra sui principali benchmark. Il modello più potente è riservato agli abbonati Muse Code a partire da 50 dollari al mese.

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Meta lancia Muse Wonder, il suo primo modello AI di frontiera

Meta ha pubblicato il 12 ottobre 2026 Muse Wonder e Muse Wonder Full, i modelli più potenti mai rilasciati dall’azienda. Sono il prodotto del Meta Superintelligence Labs, guidato da Alexandr Wang, ex CEO di Scale AI. Con questi due modelli, Meta entra per la prima volta nella fascia alta del mercato AI, quella occupata da OpenAI e Anthropic.

I numeri parlano chiaro. Sull’Artificial Analysis Intelligence Index, Muse Wonder Full ottiene un punteggio di 56, pari a Claude Sonnet 5.5 di Anthropic, e superiore a GPT-6 Astra di OpenAI fermo a 53. Solo Claude Opus 5.5 fa meglio, con 58 punti. Il modello base, Muse Wonder, si ferma a 52. Sui benchmark di memoria, la storia è diversa: secondo i test di Meta, Wonder supera Fable, Opus e Astra sul MemoryBench, la prova che misura la capacità di ricordare informazioni nel lungo periodo.

Meta ha scelto una strategia commerciale che segna una svolta rispetto alla sua tradizione open. I pesi dei modelli Wonder non sono scaricabili. Muse Wonder è disponibile tramite API al prezzo di 4 dollari per milione di token in input e 20 dollari per milione in output, in linea con GPT-6 Sol e Claude Opus 5.5. Muse Wonder Full, la versione più capace, è invece riservata agli abbonati di Muse Code, l’assistente per sviluppatori di Meta, con piani da 50 o 200 dollari al mese. Alexandr Wang ha dichiarato che il prezzo sarà comunque “significativamente inferiore” a quello dei concorrenti diretti.

Due funzioni sono al centro del lancio. La prima è la Active Memory: la capacità del modello di trattenere e rielaborare informazioni fornite dall’utente nel corso di giorni, settimane e mesi. La seconda è l’Active Focus, pensata per mantenere la coerenza degli agenti AI durante operazioni multi-step che attraversano applicazioni diverse. Entrambi i modelli alimenteranno l’assistente Muse, inizialmente per i soli abbonati paganti. I modelli sono stati addestrati nel data center Prometheus di Meta in Ohio, una struttura da un gigawatt.

Il contesto in cui arriva questo lancio è rilevante. Quattordici mesi fa Meta ha avviato un piano di riorganizzazione profonda del suo comparto AI, dopo una serie di risultati deludenti rispetto ai concorrenti. Wang ha preso le redini dell’unità di ricerca e ha spostato l’attenzione verso modelli proprietari più grandi, abbandonando l’approccio esclusivamente open-source che aveva caratterizzato la linea Llama. Muse Wonder è il primo segnale concreto che quella ristrutturazione ha prodotto qualcosa di competitivo. Se Meta riuscirà a portare questi modelli nei prodotti consumer — Instagram, WhatsApp, Ray-Ban — avrà una leva di distribuzione che nessun altro laboratorio AI può eguagliare.


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