A partire dal prossimo 3 novembre, LinkedIn, piattaforma di proprietà di Microsoft dal 2016, inizierà ad utilizzare i dati degli utenti per addestrare la propria intelligenza artificiale generativa. L’azienda ha introdotto questa novità con una modifica dei propri “Terms of service” e la propria “Privacy policy” prevedendo di poter usare i dati degli utenti per “migliorare, sviluppare e fornire prodotti e servizi”.
Non si tratta di una procedura obbligatoria. Gli utenti della piattaforma possono infatti opporsi a questa modifica disattivando il consenso predefinito nella sezione “Privacy” delle impostazioni del proprio account LinkedIn. In passato, il tentativo da parte di Linkedin di usare i dati degli utenti per fini di addestramento AI era stato sospeso in Unione europea, Regno Unito e Svizzera ai sensi del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR). Per superare questo blocco giuridico, la società fa ora leva sul “legittimo interesse” del GDPR, un’eventualità riconosciuta come legittima dall’autorità per la protezione dei dati con sede in Irlanda già in passato a realtà come Meta e OpenAI.
Recentemente Linkedin ha iniziato a sviluppare ed integrare nuove funzionalità basate sull’intelligenza artificiale per migliorare vari aspetti della piattaforma. Con ogni probabilità i settori dove essa impatterà saranno la ricerca di lavoro, il profilo personale, l’ottimizzazione, uno strumento di assistenza per le assunzioni e il supporto AI per la scrittura dei messaggi. Anche OpenAI ha da poco iniziato i lavori per sviluppare una piattaforma per le assunzioni direttamente concorrenziale con Microsoft.

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