Meta ha tenuto il suo evento annuale Connect 2026 a Menlo Park, e il messaggio era chiaro fin dall’apertura: l’azienda non punta più sul metaverso, punta sull’AI indossabile. Al centro di tutto c’è Muse, l’agente personale lanciato a inizio settembre, che Mark Zuckerberg ha definito il “perno” dell’intera visione futura dell’azienda. L’annuncio più atteso riguarda proprio l’arrivo di Muse sugli occhiali smart, previsto nei prossimi mesi.
Muse non è un chatbot. È un agente che agisce per conto dell’utente: prenota ristoranti, controlla prezzi dei voli, ordina la spesa, invia email. Già disponibile su iOS, Android, Mac e WhatsApp, l’agente sarà integrato negli occhiali per un accesso completamente hands-free. Alexandr Wang, chief AI officer di Meta, ha detto che avere un agente personale era fino a poco fa appannaggio di pochi, mentre con Muse l’azienda vuole portare quella capacità a chiunque. Meta ha stretto accordi con OpenTable, Spotify e Ticketmaster per permettere all’agente di completare operazioni concrete, non solo fornire informazioni.
Sul fronte hardware, Meta ha presentato tre prodotti. I Ray-Ban Meta Gen 3 arrivano oggi a partire da 449 dollari: frame più sottile, batteria più lunga. I Ray-Ban Meta Audio sono invece il primo modello senza fotocamera dell’azienda — musica, chiamate, accesso all’assistente AI — in vendita dal 13 ottobre a 349 dollari. L’assenza della videocamera è una risposta diretta alle polemiche sulla privacy sollevate dai modelli precedenti, che alcuni utenti avevano usato per riprendere persone senza consenso. Zuckerberg ha anche annunciato l’introduzione del private processing per gli occhiali smart: nemmeno i dipendenti Meta potranno accedere alle informazioni elaborate dal dispositivo.
Il terzo prodotto è il Muse Charm: un dispositivo tascabile, simile a un portachiavi, che replica l’esperienza completa dell’agente in un form factor diverso dagli occhiali. Zuckerberg lo ha descritto come il modo per avere Muse sempre con sé, anche senza indossare nulla. Sarà disponibile entro le feste di dicembre, ma il prezzo non è stato comunicato. L’azienda ha mostrato anche un visore VR ultrasottile — cinque volte più leggero del Meta Quest attuale — in arrivo nella prossima primavera a 1.299 dollari.
Il contesto generale racconta di un’azienda che ha cambiato rotta in modo netto. Zuckerberg ha ripetuto più volte la sua convinzione che i wearable AI sostituiranno lo smartphone come interfaccia principale con la tecnologia. Muse ha scalato rapidamente le classifiche dell’App Store dopo il lancio, e il titolo Meta ha registrato un’impennata che ha portato il fondatore a superare Sergey Brin nella classifica delle persone più ricche al mondo. Non è solo una questione di prodotti: è una scommessa sul fatto che l’agente personale diventi l’unità base del rapporto tra persone e tecnologia. Se Muse riuscirà a funzionare bene sugli occhiali — con latenza bassa, privacy reale e integrazione fluida con i servizi terzi — Meta avrà costruito qualcosa che nessun concorrente ha ancora sul mercato in quella forma.