L’Unione europea ha introdotto nuove norme per monitorare il consumo energetico e idrico dei data center

L’obiettivo dichiarato dell’iniziativa è rendere più trasparenti i consumi energetici e idrici del settore

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L’Unione europea ha introdotto nuove norme per monitorare il consumo energetico e idrico dei data center

L’Europa decide di mettere un’etichetta energetica ai data center, un provvedimento storico che mira a rendere trasparente l’enorme consumo di energia e acqua di queste infrastrutture. La Commissione Europea ha proposto una nuova normativa che obbligherà i grandi data center a esporre un’etichetta con un punteggio da A a G, basato sulla loro efficienza complessiva. Questa misura rappresenta un cambio di passo fondamentale nel modo in cui l’Unione Europea affronta la sostenibilità del settore digitale, che sta crescendo a una velocità impressionante e sempre più trainato dalla domanda di intelligenza artificiale.

La normativa, annunciata a settembre 2026, si applicherà a tutti i data center con una capacità pari o superiore a 500 kW. L’obiettivo è creare un sistema di valutazione comune e automatico che valuti sia l’efficienza energetica che l’uso delle risorse idriche. Le prime etichette saranno rilasciate il 15 agosto 2027, basandosi sui dati riportati per l’anno civile 2026. Questo sistema mira a fornire ai consumatori, agli investitori e alle autorità una visione chiara dell’impatto ambientale delle strutture che ospitano i server e i sistemi di calcolo su cui si basa l’economia moderna.

La necessità di questa regolamentazione nasce da dati preoccupanti. Si stima che il consumo energetico dei data center raddoppierà, raggiungendo circa 945 TWh entro il 2030. In Europa, la domanda di energia per questi centri è prevista in aumento, passando da 96 TWh nel 2024 a 168 TWh nel 2030. Parallelamente, il consumo di acqua è un altro problema critico. Un data center di medie dimensioni può richiedere fino a 420 milioni di litri di acqua all’anno, una quantità paragonabile al consumo di circa mille famiglie. La trasparenza sulle etichette A-G servirà a identificare le strutture meno efficienti e a spingere il settore verso il miglioramento.

È importante notare che la proposta non stabilisce limiti massimi al consumo totale di energia o acqua. Non obbliga i data center a dichiarare il loro consumo complessivo, ma si concentra esclusivamente sull’efficienza operativa. Questo approccio mira a non frenare la crescita del settore, ma a guidarla verso pratiche più sostenibili. Le regole si integrano con le normative esistenti sulla direttiva sull’efficienza energetica, che includono già obblighi di rendicontazione e standard minimi per le nuove strutture. Per esempio, i nuovi data center in climi freddi devono rispettare un PUE inferiore a 1,3, mentre quelli in climi più caldi devono rispettare un PUE inferiore a 1,4.

La reazione del settore è stata mista. Da un lato, gli esperti vedono l’iniziativa come un passo necessario per allineare la crescita dell’AI con gli obiettivi climatici dell’Europa. Dall’altro, alcuni operatori del settore temono che l’etichettatura possa essere utilizzata come una barriera commerciale non tariffaria nei confronti dei giganti tecnologici non europei. La proposta è ancora soggetta all’approvazione degli Stati membri dell’UE e del Parlamento Europeo. Il testo del regolamento è attualmente in fase di scrutinio e potrebbe subire modifiche prima di diventare legge vincolante.

L’impatto di questa normativa si estenderà ben oltre i confini europei. Molti operatori globali adotteranno standard più elevati per semplificare le operazioni in tutto il mondo. Questo potrebbe accelerare l’adozione di tecnologie di raffreddamento più efficienti e l’uso di energie rinnovabili. La Commissione Europea ha sottolineato che l’iniziativa mira a garantire che la transizione digitale non avvenga a scapito della sostenibilità ambientale. Con l’espansione continua dell’AI, la trasparenza sull’efficienza dei data center diventerà un fattore cruciale per la competitività e la responsabilità ambientale del continente.

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