OpenAI ha integrato Codex direttamente in ChatGPT, portando gli agenti di scrittura del codice fuori dagli ambienti da sviluppatore e dentro la piattaforma che conta già centinaia di milioni di utenti. Non è un aggiornamento minore. Codex in ChatGPT è pensato per gestire più attività contemporaneamente, con ambienti cloud separati per ogni progetto e la capacità di completare in giorni quello che richiederebbe settimane di lavoro manuale.
Il motore dietro Codex si chiama codex-1, una versione del modello di ragionamento o3 affinata per la scrittura di codice professionale. Può scrivere nuove funzionalità, rispondere a domande su una base di codice esistente, correggere bug e proporre pull request su GitHub — tutto in ambienti sandbox isolati e precaricati con il repository dell’utente. Ogni attività gira in modo indipendente, senza interferire con le altre. A dicembre 2025 è arrivato GPT-5.2-Codex, che ha esteso queste capacità con supporto migliorato per refactoring su larga scala, migrazioni complesse e un livello più alto di competenza nella sicurezza informatica applicata al codice. A febbraio 2026 è seguita un’app desktop per Windows e macOS, pensata per chi deve supervisionare più agenti su orizzonti temporali lunghi.
Il salto rispetto ai vecchi strumenti di completamento automatico del codice è sostanziale. Gli assistenti tradizionali suggeriscono la riga successiva. Codex prende in carico un’attività intera, la esegue in autonomia e restituisce il risultato pronto per la revisione umana. OpenAI ha introdotto anche una funzione chiamata Skills, che permette di insegnare a Codex le convenzioni specifiche di un team — stile del codice, flussi di lavoro interni, pratiche di revisione — e di applicarle in modo coerente a ogni attività successiva, riducendo la supervisione necessaria. È possibile anche pianificare task ricorrenti, come il monitoraggio degli alert o la gestione del ciclo CI/CD, così gli sviluppatori rimangono concentrati su ciò che conta.
Replit, la piattaforma di sviluppo collaborativo, ha raggiunto secondo il suo CEO un punto di svolta nel 2025 con l’arrivo dei modelli più avanzati di Anthropic. Un segnale che l’intero settore del coding assistito da AI ha cambiato marcia nello stesso periodo, e che OpenAI con Codex punta a diventare il punto di riferimento per i team professionali. Aziende come Cisco stanno già valutando come usare Codex per accelerare i propri ciclo di sviluppo, e i team interni di OpenAI lo usano per attività ripetitive come la scrittura di test e il refactoring, mansioni che spezzano la concentrazione senza aggiungere valore creativo.
L’integrazione in ChatGPT abbassa la soglia di accesso. Gli utenti Plus hanno ottenuto l’accesso a Codex nel giugno 2025, quelli Free e Go in un secondo momento tramite un’iniziativa temporanea. I limiti di utilizzo dipendono dalla complessità delle attività, non da un conteggio fisso di messaggi. Più il task è articolato, più consuma risorse. Una logica coerente con l’idea che Codex non serva per scrivere una funzione veloce, ma per delegare lavoro strutturato.
Il prossimo passo logico sembra già tracciato. Codex Security, lanciato a marzo 2026, è un agente specializzato nell’individuare e correggere vulnerabilità nel codice sorgente — un’estensione naturale verso la sicurezza applicativa. Se la traiettoria regge, il confine tra sviluppatore e supervisore di agenti AI si sposterà ulteriormente: meno codice scritto a mano, più decisioni su cosa far fare alle macchine e come valutare quello che producono.














